SOS Myammar: un aiuto a Medici Senza Frontiere

14 Maggio, 2008
Per sostenere le attività di MSF in Myanmar:

  • Donazioni on line con carta di credito tramite sito internet>>
  • Ccp 000087486007 - causale Myanmar/Birmania

Il 2 maggio il ciclone Nagir ha devastato il Myanmar (Birmania), provocando la morte di decine di migliaia di persone. Le equipe di Medici Senza Frontiere presenti nel paese hanno subito iniziato a valutare e rispondere ai bisogni della popolazione a Yangoon e nelle zone circostanti, distribuendo cibo e teli di plastica e avviando interventi per la potabilizzazione dell’acqua.

Myanmar (Birmania) - © Ap Images

Altre equipe di MSF sono in stand-by in attesa dei permessi necessari per potere entrare nel paese, mentre sono partiti i primi aerei cargo con materiale di soccorso.
Leggi gli approfondimenti >>


Pendolari, i nuovi malati

14 Maggio, 2008

MILANO - La giornata comincia all’alba: c’è un treno da
prendere. Poi l’attesa del convoglio, magari in ritardo, con
l’apprensione di una possibile perdita delle successive coincidenze.
Poi l’arrivo in città e l’attesa dell’autobus, del tram o della
metropolitana. E poi, l’agognato traguardo: l’ufficio, con la
«strisciata» del badge entro l’orario. Vita quotidiana da pendolari,
esposti ogni giorno ai capricci dei ritardi e dei tempi morti. In
Italia sono 13 milioni secondo il Censis.
Una massa di lavoratori che, minimo, rischia di cominciare a lavorare già stressato.
Lo
ha ribadito e sottolineato Massimo Di Giannantonio, psichiatra
dell’università Gabriele D’Annunzio di Chieti e dirigente della Società
italiana di psichiatria (Sip). «Sul pendolare grava un impegno che lede
la dimensione dell’identità», spiega Di Giannantonio. «E alla
condizione di stress si aggiunge l’instabilità e la vulnerabilità. I
pendolari non sono mai consapevoli della loro autonomia lavorativa. Per
loro il viaggio è una perdita di tempo, denaro, energia mentale,
concentrazione».

PERDITA DI CREATIVITA’ - Il prezzo viene pagato in vari modi, ma
anche e soprattutto con la riduzione della creatività sul lavoro:
«Impercettibilmente, anno dopo anno, il pendolare accumula stress e
fatica psicofisica, un gap in termini di rendimento e motivazione che
lo porta all’appiattimento lavorativo».
Il pendolare stanco è uno
stressato cronico, osserva Di Giannantonio, e «la manifestazione fisica
del disagio è la componente ossessiva che entra nel suo comportamento
quotidiano. Dovendo difendersi dalle situazioni che vive, sviluppa
aggressività e attenzione maniacale per i propri ritmi quotidiani».

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RITUALI OSSESSIVI - Il pendolare è severo nelle tabelle di
marcia, ossessionato dagli orari e da rituali di cui non riesce più a
fare a meno. Il campanello d’allarme, avverte lo psichiatra, «sono le
reazioni violente che ha nei confronti di chi gli tocca queste
abitudini». L’imprevisto, e tutto quello che intacca il ritmo dei suoi
viaggi, rappresenta un danno incalcolabile per il suo equilibrio
emotivo. «Il pendolare cronico - prosegue l’esperto - ha reazioni che
denotano una forte instabilità e irritabilità, perchè si è costruito
una struttura che non ammette deroghe». Non sono esenti da conseguenze
psichiche neanche i «pendolari fasicì»: chi affronta lunghi viaggi
settimanali o periodici. Un esempio sono i marinai o i lavoratori delle
piattaforme petrolifere. «In questo caso - spiega Di Giannantonio - il
pendolare va incontro a un’alternanza bioritmica negativa: per un
determinato lasso di tempo si occupa solo del lavoro raggiungendo la
piena realizzazione. Poi nel periodo di pausa, al ritorno a casa, si
sente improvvisamente come disoccupato, ha difficoltà a riempire tutto
il tempo di cui dispone e va incontro a noia, abulia e disadattamento,
con gravi conseguenze sui rapporti familiari».

dal Corriere


Qual’è il marchi più pulito del 2007?

22 Aprile, 2008

Scopro con piacere che a risultare più rispettoso dell’ambiente è proprio FIAT.

Tra i dieci marchi più venduti in Europa nel 2007, Fiat è risultato il migliore per le emissioni di CO2, avendo fatto registrare il valore medio più basso (137,3 g/km). La casa italiana ha battuto la concorrenza di Peugeot e Toyota (141,9 g/km), Citroen (142,2 g/km), Renault (146,4 g/km), Ford (149,1 g/km), Opel (152,9 g/km), Volkswagen (161,7 g/km), BMW (176,7 g/km) e Mercedes (188,4 g/km).

All’appuntamento con le nuove normative comunitarie in fatto di emissioni, che saranno varate nel 2012, Fiat intende migliorare ulteriormente attraverso un piano di interventi su motori e trasmissioni, che comprenderà pure l’arrivo di due motori ibridi, benzina e diesel.

Grazie alla presenza nella gamma di 500 e Bravo dei motori “Euro 5 ready” e ai più recenti T-Jet e Multijet figli della filosofia del downsizing (ma non va dimenticata neppure la gamma di veicoli a metano), la casa di Torino ha incassato l’importante risultato di battere la concorrenza in questo campo sempre più importante anche presso i consumatori.

Onore al genio e alla tecnologia italiani.

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«Viaggi in elicottero e terreni»

21 Aprile, 2008

Gli atti al Tribunale dei ministri: «Voli per 120 mila euro». Il leader dei Verdi accusato di corruzione


Pecoraro Scanio

ROMA — Viaggi privati in elicottero pagati dal
ministero, vacanze a Miami o alle isole Canarie, soggiorni nell’hotel
sette stelle Town House di Milano, un terreno acquistato nella zona di
Viterbo, un intero palazzo da affittare a Roma: sono questi i «favori»
che il responsabile dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio avrebbe
accettato come ricompensa per aver concesso appalti e affidato
incarichi di consulenza. La procura di Roma ha trasmesso gli atti
ricevuti dai colleghi di Potenza al Tribunale dei ministri
contestandogli il reato di corruzione. E nell’avviso elenca i «fatti
oggetto di indagine» che il collegio dovrà adesso valutare. Al centro
dell’inchiesta ci sono i rapporti tra Pecoraro Scanio e Mattia Fella,
il titolare dell’agenzia di viaggi Visetur, tour operator specializzato
in vacanze di lusso, affitto di auto, yacht e velivoli, ma anche
organizzazione di servizi di scorta affidati a guardie private. Anche
Fella e gli altri imprenditori che avrebbero goduto di queste
concessioni sono stati iscritti nel registro degli indagati. Nei loro
confronti viene ipotizzata l’associazione per delinquere finalizzata
alla commissione di altri illeciti.

Le vacanze
Nel provvedimento
il pubblico ministero contesta al ministro di aver usufruito di
«numerosi trasferimenti e spostamenti a bordo di un elicottero pagato
da Fella per un importo pari a 120.000 euro». Lo stesso Fella avrebbe
però ottenuto «una convenzione con il ministero dell’Ambiente avente ad
oggetto il noleggio da parte della pubblica amministrazione di un
numero di ore di elicottero per un importo corrispondente a quello
pagato da Fella per i numerosi spostamenti in elicottero e per le
vacanze private in Italia e all’estero offerti al ministro». In pratica
secondo l’accusa la Visetur anticipava i soldi per coprire le spese, ma
aveva la certezza che sarebbero stati restituiti attingendo alle casse
dallo Stato. Pecoraro dovrà anche giustificare «i numerosi e costosi
viaggi-soggiorno in Italia e all’estero offerti da Fella per un valore
pari a diverse decine di migliaia di euro». E poi c’è «l’acquisto di un
terreno per conto Il documento La prima pagina degli atti
dell’inchiesta su Alfonso Pecoraro Scanio, responsabile del dicastero
dell’Ambiente, trasmessi dalla Procura al Tribunale dei ministri del
ministro, pagato da Fella 265.000 euro e la promessa fatta dallo stesso
Fella di offrire la locazione di un prestigioso immobile sito in Roma
nel quale si sarebbe dovuta fissare la sede di una “fondazione”
riconducibile al ministro». Il terreno, che si trova a Bolsena, nella
zona di Viterbo, sarebbe stato sovrastimato 800.000 euro per ottenere i
finanziamenti bancari.

Le consulenze
Il magistrato
ritiene di aver individuato la contropartita di queste «utilità». E
nell’avviso scrive: «Mattia Fella avrebbe ottenuto la nomina del
fratello Stanislao, di Gianluca Esposito e la conferma di Giuseppe
Leoni in commissioni del ministero dell’Ambiente; la stipulazione
nell’anno 2006 di una convenzione tra la Visetur spa e il ministero
dell’Ambiente avente ad oggetto il servizio di “agenzia di viaggi”; la
promessa, da parte del ministro, dell’affidamento alla “Sogesa” di
Francesco Rocco Ferrara e alla “Teseco” di Gualtiero Masini
dell’appalto relativo alla bonifica di un’area sita nel territorio di
Crotone, grazie anche all’aiuto del senatore Marco Pecoraro Scanio (il
fratello del ministro, anche lui indagato, ndr) e di Vincenzo Napoli».
Si tratta di due società per le quali Fella avrebbe avuto un interesse
personale visto che è legato a Ferrara da rapporti di parentela.
L’imprenditore è a Miami, ma i suoi avvocati Luca Maori e Marco Brusco
assicurano che «rientrerà in Italia questa settimana proprio per
chiarire che non c’è nulla di illecito in questo legame con il ministro
Pecoraro Scanio. L’agenzia non ha infatti alcun contratto di esclusiva
e tutti i viaggi, anche quelli privati, sono stati regolarmente
fatturati come siamo pronti a dimostrare ai giudici ». Secondo i legali
anche la scelta di utilizzare l’elicottero potrà essere giustificata
«dimostrando che i costi sono inferiori a quelli per utilizzare i mezzi
del corpo forestale». Agli atti del Tribunale dei ministri ci sono
decine e decine di intercettazioni telefoniche. Gli apparecchi sotto
controllo sono quelli degli imprenditori e dunque, se i giudici
riterranno di doverle utilizzare contro Pecoraro Scanio, dovranno
chiedere l’autorizzazione alla giunta parlamentare della Camera anche
se non è stato rieletto.

Fiorenza Sarzanini sul Corriere

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E adesso, benvenuti nella Campania pulita

19 Aprile, 2008
Raccolta porta a porta. 60% di differenziata. Un sindaco che trasforma la spazzatura in posti di lavoro

MERCATO SAN SEVERINO (Salerno) - «Non c’è niente da fare, la battaglia contro la monnezza è una battaglia culturale». A dirlo, nel suo ufficio al primo piano del palazzo comunale, dimora patrizia di epoca vanvitelliana ristrutturata e conservata ad arte, è Giovanni Romano, vicesindaco. Benvenuti a Mercato San Severino, 25mila abitanti sparsi in 22 frazioni per un totale di 31 chilometri quadrati di territorio. Siamo in provincia di Salerno, 13 chilometri nell’entroterra alle spalle della città e 50 chilometri appena da Napoli. Ma qui gli echi della lotta ai cumuli di spazzatura che arrivano ai primi piani delle case sembrano racconti di un altro mondo. «Noi siamo ormai a più del 60% di raccolta differenziata. Sono numeri consolidati, che ci hanno fatto vincere la palma di Comune riciclone», spiega Romano.


Giancarlo Troiano si occupa dello smaltimento (foto Livio Senigalliesi)

È lui il deus ex machina della vittoria sulla spazzatura. Sono 14 anni che studia il problema e si inventa sistemi per risolverlo. Spulciando tra le leggi dello Stato e i regolamenti per attuarle. Prima con due mandati da sindaco, adesso come seconda poltrona del Comune salernitano. E la svolta, quella da record, l’ha messa in piedi proprio lui, tra i primi in Italia. «A metà 2005 abbiamo abbandonato la Tarsu, la tassa sui rifiuti, e l’abbiamo sostituita con la Tia, la tariffa di igiene ambientale », spiega. Che, tradotto in parole povere, vuol dire per i cittadini una cosa non da poco.
Cioè: più riciclo, più risparmio.

Il meccanismo è semplice: per lo smaltimento dei rifiuti, tutti i cittadini di Mercato San Severino devono al Comune una quota fissa annuale che è calcolata sulla superficie occupata dalla famiglia e sul numero delle persone della famiglia. Poi c’è una quota variabile calcolata sulla quantità “presunta” di rifiuti prodotti dalla stessa famiglia. Ed è qui che scatta il colpo di genio di Giovanni Romano: «Abbiamo messo in piedi un sistema che permette di sapere esattamente quanti rifiuti produce ogni nucleo familiare. Chi ricicla di più vince un bonus sotto forma di sconto sulla parte variabile della tariffa».

Le bollette per i rifiuti sono quattro all’anno, nell’ultima il Comune scala tutti gli “sconti” a cui la famiglia ha diritto. Un esempio? La signora Filomena Acconcia, casalinga, vive al sesto piano di un palazzo poco distante dal Comune. «In famiglia siamo in cinque», racconta. «Io, mio marito, i miei due figli e mio papà. Di quota variabile dovremmo pagare circa 90 euro all’anno, ma facciamo bene la differenziata e così a fine anno il Comune ci sconta ben 40 euro su 90. Un bel risparmio». «Il sistema », spiega il vicesindaco, «funziona con semplici codici a barre che i cittadini devono mettere sui sacchi della spazzatura differenziata. Noi del Comune, a inizio di ogni anno, forniamo tutto il materiale: i sacchi, i codici a barre, e un calendarietto in cui sono segnati i giorni di raccolta». Sì, perché a Mercato San Severino la monnezza si raccoglie porta a porta tutti i giorni della settimana.

Non esistono cassonetti in strada e nemmeno campane colorate. Tutti i rifiuti, di ogni genere, scientificamente separati, sono prelevati davanti alle porte di casa delle famiglie e dei 1.500 esercizi commerciali da squadre di operatori ecologici che entrano in servizio alle quattro della mattina e lavorano fino alle undici passando al setaccio ogni giorno tutto il territorio del Comune. Così il bravo cittadino “riciclone” tiene in casa i suoi contenitori colorati in cui dividere i rifiuti (umido, carta e cartone, plastica, alluminio e banda stagnata, secco non riciclabile) e, nei giorni stabiliti, mette il suo codice a barre sul sacco pieno e lo piazza fuori della porta di casa. «Così noi del Comune possiamo calcolare la quantità di rifiuti che fa la famiglia semplicemente moltiplicando il peso dei rifiuti che ogni sacco può contenere (che noi abbiamo già calcolato) per le volte che la famiglia ci dà il sacco pieno».

E non basta. Ognuno può controllare a che punto sono i suoi “sconti” andando in una parte dedicata del sito del Comune. Ma tutto questo meccanismo quanto costa alle casse comunali? Dice ancora Romano: «Pensi che da quando abbiamo messo a regime questo sistema risparmiamo quasi il 6% rispetto alla raccolta indifferenziata. E in più diamo lavoro a 26 persone che gestiscono la raccolta porta a porta». Ventisei giovani dipendenti di una società, la Ge.se.ma. Spa, che è al 51% di proprietà del Comune e per il 49% di Italia Lavoro. Che si portano a casa uno stipendio medio di 1.400 euro al mese per sei giorni di lavoro alla settimana. «E risparmiamo anche se abbiamo dovuto organizzarci a portare l’umido addirittura in Sicilia con dei container perché nella nostra regione non ci sono impianti di compostaggio. Con un costo a tonnellata che invece di 45 euro schizza fino a 145».

Intanto in giro non si trova una cartaccia nemmeno a pagarla a peso d’oro. Girando a piedi per le vie del centro e setacciando le 22 frazioni in cui sono sparsi gli abitanti di Mercato San Severino, sembra un po’ di essere nei cantoni della Svizzera. Tutto lindo, pulito e profumato. Così perfetto che questa “oasi” della Campania (regione governata da Antonio Bassolino, che proprio sulla monnezza ha ricevuto un avviso di garanzia) è addirittura diventata modello per molti Comuni del Nord. «Pare incredibile», racconta soddisfatto Giancarlo Troiano, responsabile amministrativo del Comune, «ma da noi sono arrivati a studiare il sistema della raccolta differenziata addirittura dalla provincia di Cuneo. E la Regione Lombardia ci ha contattato perché le facessimo da consulenti. Una bella soddisfazione, no?».

Enrica Barazzi sul Corriere

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Da Luxuria alla Santanchè, ecco i silurati

15 Aprile, 2008

Indipendentemente dalla fede politica, e dall’ordine dei primi due classificati, penso che queste elezioni hanno portato sicuramente qualcosa di buono… un po’ di pulizia in parlamento!
Basta con i mille gruppi parlamentari da 1 deputato/senatore (che oltretutto costano una cifra spropositata per il solo fatto che esistono come gruppo parlamentare…)
Tralasciando tutti i commenti di parte, voglio riportare un articolo del Corriere che riassume i ‘trombati’ dell’edizione 2008, e questa volta sono tanti nomi illustri!!!

“ROMA - Quasi uno «tsunami» elettorale quello prodotto dal voto,
che ha scalzato dal seggio tanti leader e personalità che hanno segnato
questi ultimi due anni di legislatura.

Addio al Parlamento del veterano Fausto Bertinotti, che dopo
aver guidato Montecitorio è stato tagliato fuori due volte: come leader
della Sinistra Arcobaleno e come segretario del Prc. L’operazione
ghigliottina, condotta dalla soglia di sbarramento, ha fatto cadere le
teste di tutti e quattro i leader dei partiti della sinistra che
avevano dato vita alla sinistra Arcobaleno. Anzi tre, visto che Oliviero Diliberto, segretario del Pdci aveva già deciso di lasciare il suo seggio a un operaio della Tyssenkrupp, Ciro Argentino,
che però, dato l’esito elettorale, non approderà a Montecitorio,
rendendo nullo il sacrificio di Diliberto. Restano fuori anche il
leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio e Fabio Mussi, il “capo” della Sinistra Democratica. Altro veterano che non avrà un posto, questa volta a Palazzo Madama, è Ciriaco De Mita, uscito dal Pd per approdare nell’Udc.

«Silurati» anche Enrico Boselli, leader e candidato-premier del Partito Socialista, e Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay. Seggi preclusi anche per il trio della Destra: Daniela Santanchè, Francesco Storace e Teodoro Buontempo. Non varcheranno i portoni del Parlamento (almeno per questa sedicesima legislatura) neanche gli antagonisti del Pd, Willer Bordon e Roberto Manzione che avevano dato vita all’Unione Democratica dei consumatori.

Stop alle goliardate e alle provocazioni di Francesco Caruso:
il no global che aveva fatto il suo esordio alla Camera «traghettato»
dal Prc questa volta è rimasto al palo insieme alla pattuglia della
Sinistra Arcobaleno. Stesso destino per Vladimir Luxuria, la
prima transgender in Parlamento che proprio per il suo status era stata
presa di mira dall’azzurra Elisabetta Gardini che voleva imporre alla
collega l’utilizzo della toilette destinata agli uomini.”

Giuliana Palieri per il Corriere

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Repression continues in China, six months before Olympic Games

25 Marzo, 2008

When the International Olympic Committee assigned the 2008 summer
Olympic Games to Beijing on 13 July 2001, the Chinese police were
intensifying a crackdown on subversive elements, including Internet
users and journalists. Six years later, nothing has changed. But
despite the absence of any significant progress in free speech and
human rights in China, the IOC’s members continue to turn a deaf ear to
repeated appeals from international organisations that condemn the
scale of the repression.

From the outset, Reporters Without
Borders has been opposed to holding the Olympic Games to Beijing. Now,
a year before the opening ceremony, it is clear the Chinese government
still sees the media and Internet as strategic sectors that cannot be
left to the “hostile forces” denounced by President Hu Jintao. The
departments of propaganda and public security and the cyber-police, all
conservative bastions, implement censorship with scrupulous care.

Around 30 journalists and 50 Internet
users are currently detained in China. Some of them since the 1980s.
The government blocks access to thousands for news websites. It jams
the Chinese, Tibetan and Uyghur-language programmes of 10 international
radio stations. After focusing on websites and chat forums, the
authorities are now concentrating on blogs and video-sharing sites.
China’s blog services incorporate all the filters that block keywords
considered “subversive” by the censors. The law severely punishes
“divulging state secrets,” “subversion” and “defamation” - charges that
are regularly used to silence the most outspoken critics. Although the
rules for foreign journalists have been relaxed, it is still impossible
for the international media to employ Chinese journalists or to move
about freely in Tibet and Xinjiang.

Promises never kept

The Chinese authorities promised the
IOC and international community concrete improvements in human rights
in order to win the 2008 Olympics for Beijing. But they changed their
tone after getting what they wanted. For example, then deputy Prime
Minister Li Lanqing said, four days after the IOC vote in 2001, that
“China’s Olympic victory” should encourage the country to maintain its
“healthy life” by combatting such problems as the Falungong spiritual
movement, which had “stirred up violent crime.” Several thousands of
Falungong followers have been jailed since the movement was banned and
at least 100 have died in detention.

A short while later, it was the turn of
then Vice-President Hu Jintao (now president) to argue that after the
Beijing “triumph,” it was “crucial to fight without equivocation
against the separatist forces orchestrated by the Dalai Lama and the
world’s anti-China forces.” In the west of the country, where there is
a sizeable Muslim minority, the authorities in Xinjiang province
executed Uyghurs for “separatism.”

Finally, the police and judicial
authorities were given orders to pursue the “Hit Hard” campaign against
crime. Every year, several thousand Chinese are executed in public,
often in stadiums, by means of a bullet in the back of the neck or
lethal injection.

The IOC cannot remain silent any longer

The governments of democratic countries
that are still hoping “the Olympic Games will help to improve the human
right situation in China” are mistaken. The “constructive dialogue”
advocated by some is leading nowhere.

The repression of journalists and
cyber-dissidents has not let up in the past seven years. Everything
suggests that it is going to continue. The IOC has given the Chinese
government a job that it is going to carry out with zeal - the job of
“organising secure Olympic Games.” For the government, this means more
arrests of dissidents, more censorship and no social protest movements.

This is not about spoiling the party or
taking the Olympic Games hostage. And anyway, it is China that has
taken the games and the Olympic spirit hostage, with the IOC’s
complicity. The world sports movement must now speak out and call for
the Chinese people to be allowed to enjoy the freedoms it has been
demanding for years. The Olympic Charter says sport must be “at the
service of the harmonious development of man, with a view to promoting
a peaceful society concerned with the preservation of human dignity.”
Athletes and sports lovers have the right and the duty to defend this
charter. The IOC should show some courage and should do everything
possible to ensure that Olympism’s values are not freely flouted by the
Chinese organisers.

The IOC is currently in the best
position to demand concrete goodwill gestures from the Chinese
government. It should demand a significant improvement in the human
rights situation before the opening ceremony on 8 August 2008.

And the IOC should not bow to the
commercial interests of all those who regard China as a vital market in
which nothing should be allowed to prevent them from doing business.

No Olympic Games without democracy!

Reporters Without Borders calls on the
National Olympic Committees, the IOC, athletes, sports lovers and human
rights activists to publicly express their concern about the countless
violations of every fundamental freedom in China.

After Beijing was awarded the games in
2001, Harry Wu, a Chinese dissident who spent 19 years in prisons in
China, said he deeply regretted that China did not have “the honour and
satisfaction of hosting the Olympic Games in a democratic country.”

Russian dissident Vladimir Bukovsky’s
outraged comment about the holding of the 1980 Olympics in Moscow -
“Politically, a grave error; humanly, a despicable act; legally, a
crime” - remains valid for 2008.

da Reporters Without Borders

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D’Alema in campo per Bassolino

3 Marzo, 2008

«I rifiuti a Napoli sono problema e responsabilità nazionali e ne rispondiamo tutti, anche Berlusconi»

ROMA - «È inaccettabile dare la colpa solo a Bassolino per l’emergenza rifiuti in Campania». È l’opinione del ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, in riferimento al rinvio a giudizio del presidente della Campania, Antonio Bassolino, insieme ad altre 27 persone per gli appalti sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti campani. Sabato scorso il segretario del Pd, Walter Veltroni, aveva detto di «fare affidamento alla coscienza» di Bassolino, ma il governatore ha deciso di non dimettersi. Antonio Di Pietro ha invitato anche lunedì il governatore ad andarsene.

PROBLEMA NAZIONALE - Il problema dei rifiuti a Napoli è un problema nazionale ed è «eticamente inaccettabile questo scarico di responsabilità su un solo uomo perché è un problema che fa parte della responsabilità del governo nazionale», ha aggiunto D’Alema in un’intervista alla sede romana della stampa estera. «Si tratta della sconfitta di un’intera classe dirigente, tutti ne rispondiamo e anche Berlusconi, che ha governato per cinque anni, dovrebbe farlo. Ora bisogna aiutare il prefetto De Gennaro a portare a termine il suo compito. Lo affiancheremo e lo sosterremo».

BERLUSCONI RIVOLTO AL PASSATO - «La campagna elettorale di Berlusconi è rivolta esclusivamente al passato», ha detto il vice primo ministro. «Ha cominciato evocando lo spirito del ‘94, ora si è avvicinato ai nostri giorni. Berlusconi dovrebbe invece riuscire a misurarsi con la novità che noi proponiamo al Paese, perché siamo stati i primi a capire che la vecchia logica dei governi di coalizione è superata».

«CHIEDETE A VELTRONI» - Alla domanda se, in caso di vittoria del Partito democratico, sarà ancora ministo degli Esteri, D’Alema ha risposto: «Mi sono appuntato un nome: Veltroni. È una domanda che va rivolta a lui».

dal Corriere

Un solo commento…

posso essere d’accordo sul non dare la colpa SOLOa Bassolino… ma questo non implica che non si debba chiedere conto delle sue azioni ANCHE a Bassolino…

Cerchiamo tutti i responsabili, ok, ma iniziamo almeno da quelli che lo sono sicuramente

Alla domanda di un cronista ‘Lei è stato governatore per 8 dei 14 anni di emergenza.. non si sente in qualche modo responsabile?’ ha risposto ‘Io sono stato commissario per soli 4 anni su 14′… Ma che risposta è?!

d’altronde… che altra risposta poteva dare?!?!

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No ai tagli fiscali, l’Italia risani i conti

12 Febbraio, 2008
Mentre il calo delle tasse sul lavoro scalda la campagna elettorale, Padoa-Schioppa conferma: il tesoretto non esiste

BRUXELLES - In Italia tutti i candidati alle prossime elezioni devono puntare al rafforzamento dei conti pubblici. È il messaggio che arriva dall’Europa, dove alle ipotesi di riduzione delle tasse o di aumento dei salari, al centro del dibattito politico di casa nostra, si risponde con la richiesta di «misure specifiche» per consolidare il bilancio già nel 2008. «Noi non partecipiamo alla campagna elettorale italiana - ha detto il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, al termine della riunione dell’Eurogruppo - ma il rafforzamento del consolidamento delle finanze pubbliche è un buon messaggio per tutti i candidati», di centrodestra e di centrosinistra è stato il monito del guardiano dei conti europei per il quale sonolo chi ha i conti in ordine può permettersi tagli fiscali. L’Eurogruppo ha invitato l’Italia, che ha riscosso approvazione per il contenimento del deficit ottenuto nel 2007 dal ministro Padoa-Schioppa a un intervento più «ambizioso» nel 2008 e a riportare al 2010 l’obiettivo dell’equilibrio di bilancio slittato nel 2011. I ministri finanziari della zona euro hanno richiamato soprattutto la Francia a rispettare l’impegno di azzeramento del deficit nel 2010 senza pretendere la dilazione di 2 anni annunciata dal presidente Sarkozy lo scorso luglio.

PADOA SCHIOPPA E IL TESORETTO - E stamane prende il via la riunione dell’Ecofin che ha all’ordine del giorno la valutazione dei piani di stabilità di Italia, Francia e altri paesi della zona euro. Per l’Italia partecipa il ministro Padoa -Schioppa che mentre era in volo per Bruxelles avrebbe negato l’esistenza di entrate extra da redistribuire. «Il cosiddetto tesoretto non esiste - avrebbe detto il ministro dell’Economia, Padoa-Schioppa, ai suoi collaboratori riferisce il quotidiano la Repubblica - L’ho detto a dicembre e nel frattempo la situazione è solo peggiorata». Le parole del ministro sono arrivate nel giorno in cui Il Sole 24 Ore fa i conti in tasca allo Stato mettendo in dubbio l’esistenza del Tesoretto proprio mentre il calo delle tasse sul lavoro scalda la campagna elettorale. «Una priorità», secondo i sindacati e il sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi che propone, dopo i conti della trimestrale, di dare un «anticipo della riduzione»: darebbe un aiuto alle famiglie e una spinta ai consumi per contrastare anche il rallentamento dell’economia. Ma per ridurre le tasse si deve partire dai conti sui quali, invece che l’arrivo di un nuovo tesoretto rappresentato dalle maggiori entrate, potrebbero profilarsi «extraspese» non previste per 7 miliardi, denuncia il quotidiano economico diretto da De Bortolo, che ipotizza nel 2008 un’espansione non preventivata della spesa per almeno 7 miliardi, che porterebbe il deficit dal 2,2% previsto ad oltre il 2,6%.

dal Corriere

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Canone RAI, la mossa dell’ombrello

11 Febbraio, 2008

Roma - L’italianissima retenovela relativa alla tassa sul possesso di apparecchi “atti o adattabili” alla ricezione del segnale televisivo potrebbe trovare un felice epilogo. Lo spiega ADUC, che ha annunciato di aver formulato una particolare richiesta al ministero delle Finanze, una richiesta dalle conseguenze giuridiche.
L’associazione dei consumatori e degli utenti è, come ben sanno i lettori di Punto Informatico la promotrice di iniziative di ogni genere per porre termine all’incertezza su chi, come e quando debba pagare il canone: l’ultima novità si chiama interpello.
Spiega ADUC: “Da oltre un anno stiamo cercando di ottenere una risposta precisa dalle istituzioni: quali sono gli apparecchi atti o adattabili soggetti al canone/tassa? Lo abbiamo chiesto al servizio Rispondi Rai, alle sedi regionali della Rai, all’Agenzia delle Entrate, al ministro della Finanza. Lo abbiamo fatto per telefono, per lettera raccomandata a/r di messa in mora e con ben cinque interrogazioni parlamentari. Fino ad oggi, siamo stati cortesemente ignorati”. “Oggi - continua ADUC - proviamo a chiederlo tramite un interpello alla Direzione generale del ministero delle Finanze. Contrariamente ad altre forme di richiesta, se l’interpello non riceve risposta, il contribuente puo’ far valere la sua interpretazione della legge, senza incorrere in future sanzioni”.

Si tratta, dunque, di una sorta di ultimatum che il singolo cittadino può far valere nei confronti dell’inadempiente amministrazione dello Stato: se continuerà a non ricevere risposta alle sue richieste di chiarimento, l’utente potrà lavarsi le mani del Canone. Quel che è ovvio è che, se molti cittadini adotteranno questa strategia, è possibile che l’amministrazione finanziaria ne prenda atto e contribuisca finalmente a determinare se il canone sia dovuto anche per personal computer, smartphone, videoproiettori, videocitofoni e qualsiasi altro apparecchio dotato di schermo. ADUC, in particolare, individua 15 apparecchi potenzialmente interessati dal problema:
1. Computer senza collegamento Internet
2. Computer con collegamento Internet tramite modem analogico (56k)
3. Computer con collegamento Internet a banda larga (o Adsl)
4. Computer senza monitor
5. Monitor senza computer
6. Modem Adsl
7. Modem analogico 56k
8. Ipod ed altri Mp3 player con display capace di riprodurre sequenze video
9. Videocellulare
10. Videocitofono
11. Videocamera digitale con display
12. Macchina fotografica con display capace di riprodurre sequenze video
13. Videoregistratore Vhs
14. Riproduttore Dvd
15. Decoder
“Per questo - spiega ADUC - invitiamo tutti i cittadini sprovvisti di televisore, ma in possesso di altri apparecchi multimediali (computer, etc.) per i quali hanno ricevuto una richiesta di pagamento da parte della RAI a proporre un proprio interpello al ministero delle Finanze. Se non vi sarà risposta, si potrà tranquillamente non pagare più il canone/tassa per computer e altri apparecchi multimediali senza rischi di incorrere in sanzioni”.
Sul sito di ADUC il modulo per compilare e inviare l’interpello.

da Punto Informatico

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