Stagionali dimenticati

Basta ipocrisia, migliaia di stranieri impiegati come stagionali vivono in condizioni indecenti per un paese civile.
(01/09/2006)

Roma, 1 settembre 2006 –
Mentre in Italia si riaccende il dibattito sull’immigrazione
l’organizzazione internazionale Medici Senza Frontiere (MSF)
denuncia con forza le inaccettabili condizioni di vita, salute e lavoro
in cui, ormai da anni, migliaia di stranieri sono costretti nei campi
dove lavorano come stagionali in Puglia e in altre regioni del Sud
Italia.

“Nel nostro paese si continua a
parlare di invasione puntando solo i riflettori su Lampedusa e
giustificando così scelte politiche restrittive e repressive.
Nessuno parla invece di dove vadano a finire queste persone una volta
sbarcate” afferma Andrea Accardi responsabile dei progetti
italiani di MSF. “E’ dal 2003 che MSF si occupa del
fenomeno degli immigrati impiegati come lavoratori stagionali. Negli
ultimi tre anni, attraverso il nostro lavoro di assistenza sanitaria e
umanitaria, abbiamo testimoniato come vengano trattate queste persone,
risorsa fondamentale per l’agricoltura italiana”.

Anche
nell’estate 2006 MSF si è vista costretta a continuare
questo progetto. Gli operatori dell’organizzazione internazionale
hanno monitorato come gli stranieri che arrivano sani in Italia si
ammalano qui a causa delle indecenti condizioni che trovano
all’arrivo nelle campagne. “Manca qualsiasi forma di
accoglienza” continua Accardi. “Il sistema è
totalmente ipocrita e vede la connivenza e il coinvolgimento di tutti
gli attori a partire dalle autorità governative e dalle
istituzioni locali fino ad arrivare alle organizzazioni di produttori e
ai sindacati.”

In
un rapporto pubblicato da MSF nel 2005 sulle condizioni di vita e di
lavoro degli stagionali, “I frutti dell’ipocrisia”,
già emergevano dati allarmanti: il 40% delle persone
intervistate vive in edifici abbandonati; più del 50% non ha
acqua corrente nel posto in cui vive; il 30% non ha elettricità;
il 43,2% non dispone di servizi igienici. Buona parte di queste persone
vive al di sotto degli standard minimi fissati dall’Alto
Commissariato ONU per i Rifugiati nei campi profughi in situazione di
emergenza.

Il
30% degli intervistati ha dichiarato di aver subito qualche forma di
violenza, abuso o maltrattamento negli ultimi 6 mesi in Italia.
Nell’82,5% dei casi l’aggressore era un italiano. Quasi a
tutti gli immigrati che hanno richiesto una visita sono state
effettivamente diagnosticate una o più patologie. Le principali
malattie diagnosticate si riferiscono soprattutto a patologie
dermatologiche (23,6%); parassiti intestinali e malattie del cavo orale
(15,5% ciascuna); malattie respiratorie (14,3%) correlabili alle
precarie condizioni di vita.

“Ci
appelliamo a tutte le istituzioni coinvolte e alla società
civile perché simili situazioni non persistano in un paese che
si definisce civile come l’Italia” conclude Accardi.

 dal sito di Medici senza Frontiere

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