Informatici: i nuovi Operai

Dalla rubrica ‘Italians‘ di Beppe Savergnini, sul corriere, due lettere sullo stato degli informatici in italia (tra cui mi ci infilo pure io…).
Ormai siamo davvero i nuovi operai, siamo tanti in un mercato che non ha soldi da spendere, e non vuole investire in informatica… siamo ancora visti prima come un costo, evitabile, che come la fonte di modernità e competitività (di cui tanto si parla…).
La situazione è in effetti critica, soprattutto rispetto al resto d’Europa…
La prima lettera:
“Caro Beppe,
i giornalisti e i lettori di “Italians” parlano del caso Telecom con distacco, quasi freddezza. Io non posso.
L’informatica è un settore strano in Italia, umorale e mutabile, soggetto alle mode più che a reali esigenze applicative. Ormai sono rassegnata a fare certe cose nel modo più scemo perché il cliente si innamora di una parola e pretende di operare scelte tecniche su cose che non conosce. Alla fine ottiene un prodotto scadente perché oltretutto tira sul prezzo. Per dare un’idea: se il preventivo è di 600 giorni-uomo il cliente ti dice «o l’equivalente di 150 giorni-uomo o vado altrove».
Un programmatore mediamente esperto a tempo indeterminato prende 20-26 mila euro lordi annui. E’ caro! Allora si prende una marea di neolaureati a «stage» gratuito, oppure una decina di neolaureati che per 800-1000 euro al mese a progetto lavorano pure 13 ore al giorno (straordinari non pagati, «of course») Tutto questo è possibile perché il mercato rimpicciolisce anno dopo anno: il Paese è povero, l’economia non gira, i programmi ottenuti sono ciofeche. Grazie! Con quello che paghi e per come t’impicci. Non mi permetti di lavorare come si deve. Poi le bustarelle per oliare il tutto. La situazione diventa sempre più critica. Non faccio allarmismo, ma sono anni che noi «anziani» stiamo incollati alle sedie, sottopagati e stressatissimi perché «è un momento di crisi e il mercato è fermo».
Tutto questo cosa c’entra con il caso Telecom? Perché Telecom era la nostra ultima spiaggia, non passa mese senza che il sottobosco informatico frinisca di terrore per licenziamenti e mobilità che le grandi aziende applicano agli informatici. Telecom è la nostra Fiat. Se la Fiat chiude, centinaia di aziende saltano, migliaia di posti di lavoro spariscono. Se Telecom chiude i rubinetti tenuti aperti finora, Datamat, Etnoteam e Accenture perderanno una parte enorme delle commesse. A effetto domino tutte le aziende che forniscono consulenza a questi colossi falliranno. Noi informatici siamo tanti, anche se invisibili perché non scioperiamo come gli altri e perché siamo gli ultimi arrivati sul mercato del lavoro, ma siamo i nuovi operai. Oltretutto siamo tutti 25-35enni. Siamo i pochi della nostra generazione a poter comprarsi casa e formare una famiglia.
Se noi perdiamo il lavoro cosa succede? Come ci ricicleremo in così tanti? Qualcuno ha considerato il problema?”

E la risposta, che un po’ brucia…, dalla Danimarca:
Cari Italians,
scrivo dalla Danimarca dopo aver letto la lettera di Micaela Amoruso (22 settembre) sull’informatica in Italia. Spero proprio di sbagliarmi, ma non posso credere che un programmatore con media esperienza in Italia possa guadagnare 26 mila euro lordi all’anno. E soprattutto spero che la situazione descritta da Micaela sia ristretta solo alla propria esperienza.
L’informatica è, o almeno dovrebbe essere, l’attività di punta di tutte le economie moderne e quindi anche la meglio retribuita.
Lo è qui in Danimarca e in generale in tutta la Scandinavia, dove si è puntato tutto sull’informatica ed è da parecchio che questa politica sta dando i suoi frutti. Lo stipendio medio di un programmatore (dieci anni di esperienza, in Danimarca) è di circa 70 mila euro all’anno. Le tasse sono più alte, ma la vita non è più cara che in Italia, checchè ne dicano le statistiche che misurano solo i prezzi. C’è tantissima domanda di programmatori, tanto che ai neolaureati (ingegneri informatici) viene offerto uno stipendio lordo annuo medio di circa 48 mila euro. In Danimarca non esiste la tredicesima, quattordicesima e così via. A uno stipendio mensile di 4 mila euro lordi corrisponde uno netto di circa 2 mila. Duemila euro netti al mese con contratto a tempo indeterminato (non vuol dire niente, perché qui possono licenziarti da un giorno all’altro, ma nessuno si lamenta, anzi è uno sprone per guardare sempre avanti con ottimismo) non sono male, anche perché poi ci sono i bonus.

In conclusione Micaela, e chi si trova nella stessa condizione, se parli bene inglese, prepara un bel curriculum e mandalo a un po’ si aziende del settore in Danimarca (la Nokia potrebbe essere un buon inizio, oppure la Microsoft, che qui in Danimarca ha il più grande centro di programmazione fuori dagli Usa).”

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3 Responses to Informatici: i nuovi Operai

  1. […] Daltronde, finchè le aziende riterranno la spesa in IT, una spesa e non un investimento, la politica di sviluppo sarà sempre di tipo quick and dirty, senza nessun riguardo per la qualità del prodotto, ma solo sul costo finale, da mantenere il minore possibile, ad ogni costo…Resto della convinzione che non siamo altro che i nuovi operai… […]

  2. Emiliano monti ha detto:

    io come programmatore riesco a tirare a fine mese dalle aziende ,15000 -25000
    poi quelle che pagano di piu’ sono tutte le aziende che trattano dati massivi , attenzione come free , contratto a proggetto o commessa di consulenza , chiamatela come vi pare . lo standard , sono li che creano cose banali ma quando con un robot , gli togli 10 dipendenti a tempo indeterminato perche’ riesci a sostituire con il programma , be’ allora vedrete che li tirano fuori i soldi . almeno cosi’ succede . poi come tutte le cose esiste l’elite e la massa io ho adottato l’inventiva di proggetti nuovi su massivo e come si dice la legge dei grandi numeri ha sempre funzionato . buon lavoro a tutti

  3. Teresa ha detto:

    Tristezza infinita…a proposito di vita da IT e programmatori, in particolare, vi posto questo..con la speranza di strapparvi un sorriso almeno, nonostante il brutto momento e le malattie “tutte italiane” che ci dobbiam sorbire tutti quanti già da un po’… Se avete piacere e vi piace il video, condividete pure…una piccola rivoluzione rockeggiante,,,

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