I soldi mancano, ma non ai partiti

2 ottobre, 2006

Puntata di ieri di Report, trasmissione inchiesta che immagino sia sempre sull’orlo della chiusura forzata dall’esterno, per le questioni che, unica, riesce a sollevare…
Visto che si parla tanto di ristrettezze economiche, tagli e sacrifici…
L’azienda Marzotto di Valdagno ha messo in cassa integrazione un
centinaio di dipendenti, intanto il conte Giannino Marzotto ha nominato
suoi “eredi” Bossi e Berlusconi donando 1 milione di euro alla Lega
Nord e 1 milione a Forza Italia.

Federfarma ha invece stanziato 250 mila euro per i partiti e i deputati
presenti nelle varie commissioni che si occupano di farmaci. Le
cooperative finanziano i partiti di riferimento. La società
autostrade ha elargito soldi a pioggia a tutte le parti politiche.

Chi dona soldi ai politici perché lo fa? “Una tassa” dicono
alcuni, da pagare per forza ai partiti. Chi incassa dice “pagano per
far funzionare meglio il paese”. La legge sul finanziamento pubblico ai
partiti fu bocciata da un referendum nel 1993 con una percentuale del
90% di votanti. Ma la politica costa, e dal 1999 i partiti usufruiscono
di un rimborso elettorale. Più voti prendi e più vieni
rimborsato. Con quei soldi però non si coprono solo le spese per
le campagne elettorali: si mantiene anche il partito. E così il
finanziamento pubblico è tornato sotto un’altra forma.

testo completo qui.

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Basta crederci…

2 ottobre, 2006

Da Repubblica di oggi:
Prodi: “Dopo anni di difficoltà sarà il ceto medio a guadagnare”
…Prodi ha voluto sottolineare che questa è
una manovra “che porta allo sviluppo della giustizia sociale, che aiuta
i più deboli e non si vergogna di farlo”. Il premier ha respinto
con forza le accuse della Casa delle libertà di aver infierito
sul ceto medio: “Dopo anni di difficoltà sarà il ceto
medio a guadagnare”, ha assicurato Prodi, spiegando come “ci saranno
meno imposte per chi guadagna fino a 40 mila euro l’anno. Il 90% dei
contribuenti, quindi, avrà un calo delle imposte”….

Non so… io grazie ad un piccolo aumento, sudato e sofferto per 4 anni, potrei passare dal 23% dello scorso anno al 38%… o cmq dal 33 che avrei pagato col vecchio metodo al 38%.
Sono in quel 90% sotto i 40.000 ma pagehrò molte più tasse, con buona pace del premier e di chi gli crede…
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Una Finanziaria Equa.. non c’è dubbio

2 ottobre, 2006

Già, fin’ora si era prevalentemente parlato di come la massima aliquota serbbe stata applicata ai redditi sopre i 75.000 € anzichè sopra i 100.000, e ci poteva stare… se è vero che bisgna stringere un po’ la cinghia, 75.000 non sono cmq pochi, per una persona…
Ma oggi guardo il prospetto delle aliquote e … perdincibacco.. per fortuna si tutela il ceto medio!
L’aliquota resta al 23% solo fino ai 15.000 ( e non più sino ai 26.000). Fino ai 28.000 passa al 27% (!) ma soprattutto la fascia 28-55.000 passa di botto a 37%…
Non credo che sia una fascia così ‘rara’ da incontrare…
a conti fatti, l’Irpef è aumentata per praticamente tutti…
Grazie mille

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