A rischio la disponibilità di farmaci essenziali se la Novartis vincerà il ricorso contro la legge indiana sui brevetti

6 ottobre, 2006

La compagnia farmaceutica Svizzera Novartis ha presentato un ricorso
contro la legge indiana sui brevetti. La causa sarà discussa
oggi presso l’alta corte di Madras. L’organizzazione
medico-umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere avverte che
questo caso potrebbe avere gravi ripercussioni per la futura
accessibilità di farmaci essenziali in tutto il mondo.

Il ricorso della Novartis riguarda una parte cruciale della nuova legge
indiana sulla protezione della proprietà intellettuale che
impedisce di brevettare come nuovi farmaci i banali miglioramenti
apportati su principi attivi già noti. Con questa causa Novartis
sta cercando di ribaltare una decisione dell’ufficio indiano per
i brevetti che nel gennaio 2006 aveva respinto la richiesta della
multinazionale di brevettare il Gleevec, un farmaco impiegato nella
lotta al cancro.

“Se la Novartis
vincerà il ricorso contro la legge indiana, perderemo una
normativa indispensabile per assicurare la produzione di medicine a
prezzi accessibili – dice Ellen T’Hoen, direttore delle
policy della Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali di MSF
-. In tutto il mondo moltissime persone sono curate con farmaci made in
India: se la Novartis vincerà la causa, la loro salute
sarà in pericolo”.

Da anni
l’India ha un ruolo cruciale come produttore di farmaci generici
a prezzi accessibili. L’84% dei farmaci che MSF acquista per
curare oltre 60mila malati di HIV/AIDS in tutto il mondo sono generici
indiani.

Il Governo e il Parlamento indiani
hanno modificato la legge nazionale sui brevetti nel 2005, così
come imposto dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). La
nuova legge indiana si è distinta per aver introdotto criteri
molto rigidi per stabilire quali invenzioni possono dirsi veramente
innovative e quindi ottenere un brevetto e per aver previsto la
possibilità per qualunque soggetto interessato di presentare
un’opposizione al rilascio del brevetto. Nel 2005 alcuni gruppi
di malati di cancro si sono così opposti al rilascio del
brevetto richiesto da Novartis sul farmaco Gleevec. MSF ha sostenuto
azioni simili avviate dai malati di Aids per opporsi alle richieste di
brevetto su alcuni farmaci essenziali per tenere a bada l’HIV.

Nel
tentativo di ribaltare la decisione con cui le è stato negato il
brevetto sul Gleevec la Novartis sta cercando di far dichiarare la
legge indiana – e soprattutto le misure di salvaguardia per i
pazienti in essa contenute – incompatibili con gli Accordi
Internazionali sulla Proprietà Intellettuale (così detti
TRIPS) fissati dall’organizzazione mondiale del commercio.

MSF
è al fianco dei diversi gruppi di attivisti per i diritti dei
malati che hanno annunciato che seguiranno il processo passo per passo
per impedire la cancellazione delle misure di salvaguardia contenute
nella legge indiana.
Dal sito di MSF

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No al pizzo sulle rassegne stampa

6 ottobre, 2006

Vorrei segnalare la questione su una piccola modifica  alla legge sul diritto d’autore, che potrebbe dare delle grane atutti quei soggetti che, pur non a scopo di lucro, ripubblicano articoli di cronaca e attualità. Anche se citano espressamente la fonte, con la nuova norma inserita nella finanziaria dovrebbero pagarne i diritti. Non è ben chiaro quanto ciò debba essere applicato a Internet, ma nel caso, sarebbe un grosso problema, visto anche l’opera di memoria che molti siti (a partire dai blog) fanno, citando e riproponendo articoli che col tempo potrebbero essere rimossi dalle sorgenti ‘primarie’.
Finchè posso, cito l’articolo comparso su Punto Informatico:

“Roma – “No alla tassa sulle rassegne stampa”. Con questo slogan l’associazione PeaceLink ha lanciato in rete una campagna per revocare le modifiche alla legge sul diritto d’autore introdotte con il decreto legge 262 del 3 ottobre 2006, che ha stabilito l’obbligo di un pagamento per la riproduzione di articoli di attualità senza scopo di lucro, contrariamente a quanto prevedeva la precedente formulazione sul diritto d’autore che poneva come unico obbligo la citazione della fonte.

“Un gruppo missionario che raccoglie sul web articoli sulla guerra in Darfur – spiega una nota della celebre associazione pacifista – Un comitato di quartiere che vuole documentare uno scempio ambientale archiviando articoli della stampa locale. Un’associazione di persone colpite da una malattia rara che vuole mettere a disposizione di tutti una rassegna stampa sui progressi scientifici del settore. Un’associazione pacifista che vuole denunciare, con prove giornalistiche alla mano, crimini di guerra e violazioni dei diritti umani.
A partire da domani tutti questi soggetti potrebbero essere costretti a pagare una tassa ingiusta alle associazioni degli editori per continuare a svolgere le loro attività. Soldi che per giunta verranno intascati dagli editori, e di certo non dai giornalisti che hanno scritto quegli articoli, pagati una tantum per la cessione dei loro diritti d’autore alle testate per cui lavorano”.

“Da più di dieci anni – ha dichiarato Carlo Gubitosa, referente della campagna – collaboro con il sito http://www.peacelink.it, che sulle sue pagine ospita quasi 18mila articoli, alcuni originali, altri tradotti, molti ripresi da varie fonti autorevoli, sempre e comunque menzionate e riportate per esteso. Sul nostro sito tutti questi articoli hanno acquistato un valore aggiunto proprio perchè organizzati, tematizzati, catalogati e collegati tra loro grazie al lavoro di un gruppo costituito totalmente da volontari, dal presidente in giù.
Molto di questo materiale è scomparso dai siti web delle testate che lo hanno pubblicato, e questo aggiunge al nostro lavoro di bibliotecari anche un importante ruolo di memoria storica delle lotte italiane e internazionali per la pace e il rispetto dei diritti umani”.

Nel testo dell’appello, pubblicato a questo indirizzo si chiede al parlamento italiano di abolire con un opportuno provvedimento le disposizioni contenute nel decreto legge 262/2006 che modificano in senso restrittivo la legge sul diritto d’autore.”

Speriamo di non incorrere in sanzioni…!

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