Governo, fai la cosa giusta

Ancora sulle accuse a Google per i video su YouTube, da PI:

Ancora una volta dobbiamo purtroppo constatare come nel nostro Paese vi
sia uno scarsissimo livello di conoscenza delle nuove tecnologie della
comunicazione e delle loro implicazioni sociali e culturali. Così come
un tempo l’analfabeta era colui che non aveva dimestichezza con gli
strumenti della comunicazione di allora, quali carta e penna, oggi
l’analfabeta è colui che non ha dimestichezza con gli strumenti della
comunicazione di oggi, di cui Internet, nelle sue infinite forme (Web,
E-Mail, VoIP e quant’altro) è il fulcro.L’analfabetismo, si sa,
produce conformismo, e poiché purtroppo questo nuovo analfabetismo,
vuoi anche solo per un problema generazionale, colpisce anche la
maggior parte di coloro che occupano posizioni di grande
responsabilità, ciò è particolarmente grave e pericoloso.

Il
bullismo è sempre esistito, a danni di disabili e non, e chi lo subisce
nella quasi totalità dei casi soffre in silenzio, e continua a subire.
Oggi, grazie ad Internet ed alla stupidità intrinseca di chi queste
azioni le mette in atto, qualche volta si riesce a “pizzicare” i
responsabili, che altrimenti sarebbero destinati a farla franca, come
purtroppo avviene ancora nella maggior parte dei casi.

Il guaio
è che a causa anche dell’arretratezza culturale di cui più sopra,
anziché infliggere una punizione severa ed esemplare agli aguzzini
(verso i quali temo che alla fine prevarrà un atteggiamento
lassisticamente indulgente, e forse anche giustificatorio), si
preferisce prendersela con chi ha permesso di identificarli e, si
spera, di porre fine alle loro angherie, ovvero con Google.

Si
preferiva forse che quel ragazzo continuasse a subire in silenzio,
nell’indifferenza di tutti e nella nostra ignoranza dei fatti?

Chiedere
che venga posto un veto all’attuale apertura del Web, azione che, ne
sono pressochè certo, non produrrà assolutamente (e fortunatamente)
l’effetto che sperano i promotori, ma che si risolverà in un po’ di
polverone di qualche giorno, e in un altrettanto rapido oblìo, equivale
a preferire che questi episodi vergognosi continuino a non emergere,
condannando le vittime a subire in silenzio, come è sempre stato nel
passato.

I responsabili di Google hanno fatto la cosa giusta,
ovvero hanno rimosso il video quando è stato loro segnalato, e
soprattutto dopo che questo aveva ormai svolto la propria funzione di
pubblica denuncia, ma la giusta richiesta di rimozione del filmato
avrebbe dovuta essere accompagnata da una nota di ringraziamento per il
contributo dato da Google alla Giustizia italiana, e non da una
denuncia per concorso in diffamazione.

Il modo migliore per fare
sì che le vittime continuino a subire è che questi episodi non
emergano, e denunciare chi denuncia significa agire affinchè ciò torni
ad accadere.

Mi auguro che tutto ciò sia solo frutto di un
macroscopico errore di valutazione, e spero che alla fine la cultura ed
il buon senso prevalgano sull’analfabetismo e sulle tentazioni
oscurantiste, in nome della civiltà e del bene comune, e non già di
quello di più o meno malcelate, ed effimere, voglie di clamore e
visibilità di pochi, a danno di tutti.

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