Monti:«Interventi economici non all’altezza»

L’ex commissario Ue critica le scelte del governo: «Bene il pacchetto Bersani, ma ora si rischia la paralisi»

ROMA — Mario Monti promuove, anche se con la
sufficienza, la Finanziaria appena approvata dal Senato, ma boccia la
«politica economica del governo che non è all’altezza delle
aspettative». Per il presidente dell’Università Bocconi ed ex
commissario europeo alla concorrenza, il premier Romano Prodi «era
partito bene con il decreto sulle liberalizzazioni di luglio ma poi non
ha fatto molto». Le riforme strutturali, ha sostenuto Monti rispondendo
alle domande di Lucia Annunziata nel programma di Raitre In mezz’ora,
«dovevano essere parte della stessa manovra» e se la Finanziaria «non è
brillante ma è passabile, va più criticata per quello che non c’è
ancora». L’economista non si tira indietro nel giudicare sia Prodi che
il ministro dell’Economia Tommaso Padoa- Schioppa. «Ho grande stima per
entrambi — ha affermato — e credo che stiano facendo il possibile,
purtroppo è stata scelta una formula politica che non può portare molto
avanti perché piena di contraddizioni interne». E anche «esterne». Per
Monti, infatti, c’è già una «grande coalizione di alleati inconsapevoli
contro le liberalizzazioni e l’equità sociale formata da gran parte del
centrodestra e dalla parte radicale e conservatrice dell’estrema
sinistra».
Il professore, comunque, ritiene che il governo «possa
durare l’intera legislatura anche se con graduali paralisi che
rischieranno di portare il Paese verso uno slittamento della
competitività ».

GENERALI – Che sta succedendo alle Generali? «Sono una
colonna del sistema italiano — spiega il professore — e si capisce che
se ne voglia conservare l’italianità, che tra l’altro è invocata
proprio dall’attuale presidente, il francese Antoine Bernheim».
«L’italianità piace anche a me — continua — se serve per migliorare il
sistema, piace un po’ meno se usata come paravento per impedire o
ritardare i cambiamenti».

GIORNALI – Commentando l’affermazione del vicepremier
Massimo D’Alema — «gli editori usano i giornali come bastoni» — Monti
precisa che «li usano anche come carote» e crede che «i politici
avrebbero motivo di indignarsi se a loro volta non avessero delle
amicizie o adiacenze con il potere economico». «Sarebbe un errore
tirare Monti per la giacchetta del dibattito politico — scrivono in una
nota Daniele Capezzone e Paolo Messa del tavolo dei Volenterosi
commentando l’intervista — ma lo sarebbe maggiormente confinarlo nel
limbo delle analisi astratte». L’onorevole ulivista Franco Monaco
registra «con soddisfazione il giudizio sostanzialmente positivo di
Monti sulla Finanziaria» e vuole «rassicurarlo sulle sue
preoccupazioni: le riforme tese a modernizzare il Paese, di cui già
sono state poste le premesse, sono in agenda e si faranno. Confidiamo
di smentire il suo scetticismo al riguardo, anche se governare è più
difficile che fare analisi e prospettare ricette».
dal Corriere di oggi

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