Dopo la base Usa di Vicenza scoppia il “caso-Afghanistan”

Fini attacca Prodi: “Non andremo in soccorso al governo”. Rifondazione:
serve un forte elemento di discontinuità. Pecoraro: sulla base Usa di
Vicenza Prodi sbaglia

Dopo il sì di Prodi all’ampliamento della base Usa a Vicenza, nella
maggioranza scoppia una nuova polemica sull’Afghanistan, a poche
settimane ormai dall’approdo del decreto in Parlamento. Con la sinistra
radicale in prima fila nel mettere sulla graticola, nuovamente dopo sei
mesi, il governo sulla missione italiana all’estero. Le due questioni,
dice però Franco Giordano (Prc), «non sono automaticamente collegate».
E l’esigenza, prosegue, è di «continuare a mantenere aperto un
confronto sul tema dell’Afghanistan e determinare le condizioni per un
forte elemento di discontinuità». Detto questo, però, ci tiene a dire:
su Vicenza «abbiamo riproposto da sempre in ogni contesto e con ogni
modalità la nostra contrarietà alla base». Mentre il collega Gennaro
Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera, aggiunge:
«Sull’Afghanistan dovremo valutare quale sia l’atteggiamento del
governo sia in sede internazionale sia in quella nazionale». Ma ieri,
Migliore aveva spiegato di non aver timori a votare no al decreto se
non muterà il quadro.

Più netto il verde Alfonso Pecoraro Scanio
che ribadisce la sua contrarieta all’ampliamento della base di Vicenza,
definendo «sbagliata» la decisione presa da Prodi. E che
sull’Afghanistan, senza mezzi termini, ha già annunciato che senza exit
strategy i Verdi voteranno NO. E oggi sottolinea: «La missione in
Afghanistan era già chiara a giugno: si è detto chiaramente che alla
fine dell’anno avremmo avuto dei dati sul monitoraggio di cosa stava
succedendo e sul segno di discontinuità su quella missione». Anche per
Pino Sgobio (Pdci) «la missione in Afghanistan ha necessità di
imprimere una svolta, un cambiamento, altrimenti sarà difficile
sostenerla. Questa non è una minaccia ma una semplice constatazione,
coerente con quanto abbiamo sempre sostenuto, tenuto conto di come
vanno le cose in quel martoriato Paese».

FINI: NIENTE SOCCORSO AL GOVERNO
La
Cdl attacca duramente. Il leader di An, Gianfranco Fini, dice: «Non è
compito dell’opposizione andare in soccorso del governo» sul
rifinanziamento della missione in Afghanistan. E si chiede se «la
maggioranza c’è ancora su questa questione. Sono convinto – ha
sottolineato Fini – che le minacce della sinistra radicale sono armi
spuntate. Il can che abbaia non sempre morde…». Mentre sulla vicenda
della base Usa a Vicenza, accusa: «È ancora più grave la colossale
bugia che Prodi ha detto quando ha affermato che il governo precedente
non lo aveva informato. Bastava che prendesse visione di quanto
comunicato al Parlamento. La posizione della sinistra radicale conferma
che l’accusa di Berlusconi a questo governo di antiamericanismo è
fondata». E Fabrizio Cicchitto (FI) aggiunge: «In Afghanistan c’è
un’azione per contenere le componenti terroristiche. In Italia abbiamo
una estrema sinistra che parla di pace e poi prepara un ritiro che
rappresenterebbe un contributo al ritorno dei talebani in tutto il
paese. Si sta giocando con il fuoco, la parola pace viene usata a
sproposito».

da La stampa

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