Prodi: «Su Vicenza la decisione è presa»

Il premier Prodi (Ap)

Indietro non si torna. Su Vicenza la «decisione è presa» ammonisce Prodi. «Un problema politico non si pone certo per l’ampliamento di una base militare; non si pone» spiega. E poi lamenta che non ci sia stata sufficiente informazione sulla decisione assunta dall’esecutivo Berlusconi. «Noi non ne sapevamo nulla e credo che queste decisioni vadano prese con maggiore conoscenza da parte dell’opinione pubblica». L’«iter è stato troppo riservato» denuncia. «Ma del resto quando si va al governo ci si deve assumere la responsabilità sia dell’attivo che del passivo del passato e poi lo si deve gestire».

UNIONE DIVISA – Ma all’interno della maggioranza continua la polemica. Dopo le parole di ieri del presidente del Consiglio che aveva sottolineato che l’esecutivo «non si opporrà all’ampliamento» della base, Rifondazione, Pdci e Verdi ribadiscono la loro contrarietà e annunciano battaglia. E intanto Pecoraro apre un altro fronte destinato a far entrare in sofferenza la coalizione, l’Afghanistan: «Senza un exit-strategy voteremo no al rifinanziamento della missione».

LETTA: COSTRETTI AL SI’ – In prima fila anche i deputati dell’Ulivo eletti in Veneto. «Il governo ci ha detto solo bugie – spiegano in una conferenza stampa sette parlamentari (Laura Fincato della Margherita, Elettra Deiana, Gino Sperandio, Tiziana Valpiana del Prc, Luana Zanella dei Verdi, Lalla Trupia dei Ds e Severino Galante del Pdci) -. Prodi, Parisi e D’Alema ci avevano spiegato che non c’era nessun impegno preso da parte del governo italiano, noi ci opporremo in tutti i modi a questo insediamento militare». Per manifestare la propria opinione hanno voluto incontrare il sottosegretario alla presidenza, Enrico Letta: «Ci ha detto testualmente – riferisce Severino Galante del Pdci – che il governo è stato costretto a prendere questa decisione. Noi non abbiamo indagato sulla natura di queste costrizioni, però…». «È pronto – afferma Elettra Deiana (Prc) – un appello firmato già da 35 senatori e da tantissimi deputati. Saremmo – continua – più di 120 in tutto».

BERTINOTTI – «Ogni atto che vada nella direzione della pace, compresi quelli con cui si impediscono nuove forme di organizzazione e di presenza militare sono buone cose» reagisce il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, intervistato da GrParlamento. Più in generale, rispetto ai rapporti tra Italia e Stati Uniti, Bertinotti osserva che i due termini di «filo americanismo e antiamericanismo» derivano da «visioni caricaturali e fuorvianti». Il problema è quello della conquista da parte dell’Italia e dell’Europa di una «autonomia rispetto alle altre potenze mondiali». Secondo Bertinotti «l’Europa si sta incamminando in questa direzione», ma «naturalmente è più facile essere autonomi dai deboli che non dai forti».

RUTELLI – Di parere diametralmente opposto il vicepremier Francesco Rutelli: «Prodi ha espresso una posizione unitaria a nome del governo e ha tutto il mio appoggio» sostiene Rutelli.

 

 

dal Corriere

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