Pacs, «raggiunta intesa nell’Unione»

Il disegno di legge sulle unioni civili è in dirittura d’arrivo. Dopo le polemiche scaturite in casa della Margherita, dove si è registrata una spaccatura tra la componente laica favorevole alla recolamentazione delle coppie di fatto e quella più teodem contraria all’istituzionalizzazione di quelle che definisce «parafamiglie», l’intera giornata di giovedì è stata dedicata allo scioglimento dei nodi su cui si scontrano le varie anime della maggioranza. Al termine di un lungo vertice a Palazzo Chigi tra il premier Romano Prodi e i ministri interessati alla partita, la definizione e il varo del nuovo testo sono stati affidati all’intero consiglio dei ministri, convocato d’urgenza alle 17. «Abbiamo raggiunto un’intesa equilibrata, ragionevole e positiva» ha anticipato il segretario dei Ds Fassino.

RUTELLI OTTIMISTA – Prima dell’inizio della riunione era stato il vicepremier, Francesco Rutelli, a dispensare parole di ottimismo: «Siamo molto vicini a un’intesa che considero soddisfacente. Le cose vanno molto bene». In mattinata, invece, il ministro della Giustizia e leader dell’Udeur, Clemente Mastella, aveva preso posizione per confermare il suo no ad un provvedimento legislativo sulla materia. Mastella aveva detto che non sarebbe venuta meno la sua collaborazione istituzionale, ma aveva precisato di non potere apportare alcun contributo alla ricomposizione delle divergenze perché «io continuo ad esprimere il mio no».

ULTIMI RITOCCHI – Nell’incontro a Palazzo Chigi, al quale hanno partecipato, oltre al premier Romano Prodi, anche i vicepremier Francesco Rutelli e Massimo D’Alema, i ministri della Famiglia e delle Pari opportunità, Rosi Bindi e Barbara Pollastrini, il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, e – appunto – quello della Giustizia, Clemente Mastella, si è lavorato per apportare gli ultimi ritocchi al disegno di legge. La riunione convocata dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, è servita a stringere i tempi e portare il provvedimento all’esame del Consiglio dei ministri, convocato appunto in via straordinaria per oggi, così da far rispettare il termine del 15 febbraio, sul quale si era realizzata l’intesa tra i partiti della maggioranza, verrebbe rispettato.

I CONTENUTI – A quanto si apprende, il disegno di legge sulle coppie di fatto, che dovrebbe essere intitolato «Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi», prevede il diritto di successione per i conviventi dopo 9 anni. Per quanto riguarda invece il contratto di locazione, la convivenza dovrà essere di 3 anni mentre per quanto riguarda la reversibilità della pensione, il decreto prevede che la decisione sulla reversibilità sarà stabilita quando verrà effettuata la riforma del sistema previdenziale. Nel ddl si prevede inoltre che le dichiarazioni di convivenza devono essere effettuate all’anagrafe, ma non si specifica più se davanti all’ufficiale anagrafico. Sparisce però la dichiarazione congiunta: econdo quanto si apprende da fonti parlamentari le nuove disposizioni prevedono che i due conviventi renderanno delle dichiarazioni contestuali e distinte anzichè una dichiarazione congiunta per dichiarare la loro convivenza.
I NUOVI DIRITTI – «Per la prima volta nel nostro Paese – ha spiegato il leader dei ds, Fassino – le persone che vivono in un regime di convivenza, siano essi eterosessuali o omosessuali, si vedono riconosciuti diritti importanti per dare serenità alla loro relazione: il subentro nel contratto d’affitto, l’assistenza in carcere o in caso di malattia, una forma di reversibilità previdenziale e di successione ereditaria». «Mi pare che tutto questo – ha poi aggiunto – consenta di riconoscere a chi convive diritti che rendono la convivenza più serena e più solida e al tempo stesso salvaguardi pienamente il rispetto dell’ art.29 della Costituzione, che sancisce che la famiglia è quella fondata sul matrimonio».

ACCORDO AL RIBASSO – L’intesa raggiunta non soddisfa Vladimi Luxuria, deputata del Prc. «Hanno fatto sparire la dichiarazione congiunta – ha spiegato – . Si tratta di un compromesso al ribasso per noi inaccettabile. Noi che non abbiamo chiesto i matrimoni, nè abbiamo avanzato altre richieste, ora ci troviamo con un accordo che è un passo indietro rispetto a quanto scritto nel programma. Ora daremo battaglia in Parlamento».

dal Corriere

Technorati Tags: , ,

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: