Buon SanValentino…

14 febbraio, 2007

Beh, come non ricordare che oggi è san valentino, non solo per la Perugina…
Tralasciando tutti i risvolti commerciali, dedico una foto d’autore a tutti (fidanzati e non)

Robert Doisneau, Bacio davanti all’Hotel de Ville

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Vicenza, Prodi: «Il governo non manifesta contro se stesso»

14 febbraio, 2007

MUMBAY (INDIA) – Un auspicio: che il corteo sia pacifico. E un avvertimento: che nessun ministro sfili in piazza. Romano Prodi detta la linea in vista della manifestazione di sabato 17, indetta dal movimento pacifista contro la decisione dell’esecutivo di raddoppiare la base Usa di Vicenza.

PRODI IN CAMPO – «La decisione è stata presa da un governo molto serio, non vi sono elementi per dare altri giudizi prima della manifestazione che mi auguro sia pacifica» chiarisce il premier a chi gli ricorda che il giorno successivo dal suo ritorno dal tour indiano si svolgerà il corteo promosso, tra gli altri, da alcune forze della coalizione di maggioranza.
Dal Professore viene l’augurio che «coloro che sono contrari dimostrino con mezzi sereni le loro posizioni, non ho assolutamente altro da aggiungere» anche perché «il governo non manifesterà contro se stesso». Come dire che i ministri e i sottosegretari di lotta e di governo stavolta non verranno tollerati. Decisione presa nel vertice di SS. Apostoli della scorsa settimana. Sarebbe però stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, a telefonare martedì a tutti i sottosegretari che avevano annunciato la partecipazione al corteo per dissuaderli. L’opera di convinzione proseguirà anche nei prossimi giorni.

CHI NON VA – Invito è stato subito raccolto dal ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio («non vado a Vicenza perché sono un ministro»). La sua dissociazione è stata commentata dal leader no-global Luca Casarini: «Venire a Vicenza sarebbe una sceneggiata, se sono contro la base devono farlo valere dentro il Consiglio dei ministri. È inutile che vengano in piazza a dire una cosa e poi si allineano tutti a Palazzo Chigi» dice Casarini.

INFILTRAZIONI – Si teme che nel corteo possano infiltrarsi frange dell’estrema destra con l’obiettivo di scatenare il caos e screditare la sinistra e, in ultima analisi, il governo. Questa preoccupazione sarebbe stato uno degli argomenti di un colloquio tra il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, e il ministro dell’Interno Giuliano Amato. Sabato 17 contro la base americana in una piazza di Vicenza è annunciato anche un presidio di alcune sigle della estrama destra.
I Comunisti italiani hanno confermato la presenza della sola delegazione parlamentare guidata da Diliberto, mentre è certo che non ci sarà nessun loro esponente con incarichi di governo.

CHI VA – Restano da convincere i sottosegretari allo Sviluppo economico, Alfonso Gianni (Rifondazione comunista), e all’Economia, il Verde Paolo Cento, che hanno annunciato la loro presenza al fianco dei manifestanti. Secondo il segretario di Rifondazione, Franco Giordano, alla fine con Gianni «si troverà una soluzione positiva». Cento non ha ancora sciolto la riserva, ma sembrerebbe orientato ad accogliere l’invito a non andare.
«Occorrerebbe un atto di prudenza da parte di tutti, partiti e sindacati. Manifestare – osserva il diessino Violante, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera – è un diritto, anche se per un motivo che io non condivido, ma in questo momento l’importante è evitare qualsiasi strumentalizzazione».
Intanto, l’opposizione affila le armi in vista di mercoledì 21, quando il titolare della Farnesina, Massimo D’Alema, riferirà in Senato sulla politica estera del governo.
 

FASSINO – «La manifestazione non credo sia inutile se l’obiettivo è chiaro: non è realistico che si possa tornare indietro nella decisione assunta dal governo precedente e onorata da questo governo», ha detto il segretario Ds Piero Fassino. «Ma le modalità dell’ampliamento sono tutte da discutere, perchè non è indifferente come si realizza l’ampliamento. Se si concentra la manifestazione sul come e non sul no, questo darà forza al governo per cercare di ridurre i disagi per la popolazione».

dal Corriere

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Dal 4 marzo cancellati i costi di ricarica

14 febbraio, 2007

No, non ci sarà il paventato rinvio per il provvedimento che azzera i costi di ricarica di telefonia mobile, un provvedimento atteso da lungo tempo e richiesto a gran voce dai consumatori.

A garantire che dai primi di marzo i costi di ricarica saranno effettivamente cancellati è Andrea Lulli
(DS), relatore del decreto legge sulle liberalizzazioni introdotto dal
Governo. “La data di entrata in vigore della norma – ha specificato
ieri – non si sposta e resta fissata al 5 marzo”.

Lulli nei
giorni scorsi aveva indagato sull’intera questione chiedendo anche agli
operatori di telefonia mobile di fornire la propria posizione
sull’argomento. “Siamo un paese un po’ malato – ha dichiarato a questo
proposito – avevo chiesto di valutare le controdeduzioni delle aziende,
ma le osservazioni che sono arrivate sono irricevibili: non mi hanno
convinto”. Ciò che invece è accaduto, ha spiegato Lulli, è che “dopo
averle valutate mi hanno convinto che l’applicazione della norma nei
tempi previsti è possibile oltreché giusta”.

Lulli ha anche
voluto sottolineare il contenuto di un proprio emendamento che blinda
il decreto: l’entrata in vigore del comma 3 articolo 1 del decreto
(quello relativo a telefonia, internet e tv) ha un termine fissato in
60 giorni ma non si applica sulle ricariche: ciò
significa che rimane in vigore il termine fissato in origine, ovvero
quello che prevede dal prossimo 4 marzo l’abolizione dei costi di
ricarica.

Ad applaudire alle chiarificazioni espresse da Lulli è Generazione Attiva, il movimento dei cittadini e dei consumatori nato sull’onda della petizione
con cui non sono solo state raccolte centinaia di migliaia di firme per
l’abolizione dei costi di ricarica ma si è riusciti ad innescare un
processo, anche in sede europea, che ha portato alla riforma di questi
giorni.

“Accogliamo con soddisfazione la notizia secondo cui non
ci sarà alcun rinvio all’abolizione dei costi di ricarica – scrive in
una nota Generazione Attiva – I poteri forti delle lobby telefoniche
per una volta non hanno vinto! Dal 4 Marzo (e non il 5 come
erroneamente riportato da qualcuno) i cittadini italiani non dovranno
più pagare alcun costo di ricarica!”

Secondo Andrea D’Ambra,
presidente del movimento, “i deputati di maggioranza della Commissione
Attività Produttive hanno dovuto far dietro-front dopo l’iniziale
ipotesi ventilata nei giorni scorsi di un rinvio, ipotesi valutata da
qualche deputato in seguito alle forti pressioni ricevute dagli
operatori telefonici. Abbiamo dimostrato di essere persino più potenti
delle grandi multinazionali telefoniche e di riuscire a far sentire in
modo forte la nostra voce. I deputati in questi giorni sono stati
letteralmente invasi da migliaia di email di protesta degli oltre
800mila firmatari della petizione che non avrebbero in alcun modo
tollerato un eventuale rinvio”.
da Punto Informatico

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