Prodi: «Alle 19 salgo al Quirinale»

ROMA – Maggioranza allo sbando dopo la bocciatura al Senato sulla politica estera. A complicare le cose le parole della vigilia pronunciate da D’Alema («Senza maggioranza non c’è più governo») anche se oggi l’ex presidente Cossiga (l’unico senatore a vita ad aver votato contro) ha ricordato che «per la Costituzione, il governo non ha il dovere di dimettersi perché le dimissioni ci sono solo su un voto di fiducia». E un voto di fiducia è stato invocato nel pomeriggio dal comunista Diliberto per uscire dall’impasse.

PRODI AL COLLE – Per una schiarita occorre attendere l’esito dell’incontro al Colle tra Prodi e Napolitano previsto per le 19. Il presidente della Repubblica ha infatti interrotto la sua visita a Bologna dopo la telefonata del premier. «Ho sentito il presidente della Repubblica e gli ho comunicato l’intenzione di recarmi al più presto al Quirinale per conferire e informarlo della situazione alla luce del voto odierno al Senato» ha confermato Prodi dopo che l’ufficio stampa del gruppo dell’Ulivo al Senato aveva fatto sapere che sarà tutto il governo e non solo il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, a recarsi appena possibile dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

D'Alema tra i ministri Chiti, Mastella e Turco, sconfitto al Senato (Ansa)
D’Alema tra i ministri Chiti, Mastella e Turco, sconfitto al Senato (Ansa)

VERTICE DI MAGGIORANZA – Intanto nel pomeriggio, subito dopo il voto, si è svolto un breve vertice di maggioranza a Palazzo Madama, seguito da un secondo vertice a Palazzo Chigi a cui hanno preso parte i vicepremier D’Alema e Rutelli, i ministri Parisi, Santagata e Fioroni. Presenti anche i vertici dell’Ulivo alla Camera Dario Franceschini e Marina Sereni.

DILIBERTO: NECESSARIO VOTO DI FIDUCIA – «È necessario un dibattito parlamentare e un rinnovato voto di fiducia per andare avanti» ha detto il segretario del Pdci Oliviero Diliberto dopo il voto al Senato. «È giusto convocare subito il Consiglio dei ministri- aggiunge- ed è necessario rinsaldare la coalizione. Criminale sarebbe riconsegnare il Paese alle destre o procedere verso ipotesi che tradirebbero il mandato elettorale, tipo larghe intese o ipotesi neocentriste».

BINDI: «MALEDETTA LEGGE ELETTORALE» – «Maledetta legge elettorale… questo è il primo pensiero che mi viene in mente». Il ministro per la Famiglia Rosy Bindi non ha nascosto la delusione per il voto del Senato sulla politica estera. «Non c’erano i motivi e le condizioni per votare così – ha aggiunto la Bindi riferendosi ai senatori “dissidenti” della maggioranza – si sono presi una gravissima responsabilità nei confronti del Paese».
MASTELLA: LA MAGGIORANZA C’E’ – «Al Senato è successo uno scivolone, ma in quest’Aula il governo la maggioranza ce l’ha». Lo ha ribadito nell’Aula della Camera il ministro della Giustizia Clemente Mastella rispondendo alle contestazioni di An che considerava il governo non legittimato a rispondere oggi al question time dopo che è stato battuto a Palazzo Madama.

dal Corriere

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