Le Iene insieme a MSF per la Campagna DIMMI DI PIÙ.

9 maggio, 2007

Le Iene insieme a MSF per la Campagna DIMMI DI PIÙ.
Ogni anno 2 milioni di persone muoiono per la tubercolosi, eppure sui TG italiani non c’è traccia di questa epidemia silenziosa e ignorata. La “Iena Rossa”, Alessandro Sortino, ha deciso di aiutare MSF per mobilitare i telespettatori per chiedere ai direttori di giornali e TG un’informazione più attenta alle crisi dimenticate.
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Big Brother Award Italia 2007, le nomination

9 maggio, 2007

Come sempre, anche quest’anno i nomi della Giuria vengono rivelati solo
a lavori ultimati, per evitare possibili (e già accadute) pressioni nei
loro confronti, visto che il successo del Big Brother Award, una
manifestazione internazionale che si svolge in 12 paesi,
pone sotto (sgraditi) riflettori quei soggetti e quelle tecnologie che
hanno a vario titolo rappresentato danno o minaccia per la privacy. I
giurati, con un breve curriculum professionale, sono elencati qui.

premi in lizza, come noto, sono:
– Peggior ente pubblico
– Peggiore azienda privata
– Bocca a stivale
– Minaccia da una vita
– Tecnologia più invasiva

E verranno annunciati sabato 19 maggio, durante la cerimonia di assegnazione che si svolgerà a Firenze nell’ambito del convegno e-privacy 2007.

Uno
dei vincitori viene però annunciato subito dopo il termine dei lavori
della Giuria e prima della cerimonia; si tratta del vincitore del
premio Lamento del Popolo, assegnato senza la
mediazione della giuria a chi è stato più votato, cioè ha ricevuto più
nomination negative. Quest’anno sono giunte 66 nomination nei termini,
di cui 58 complete e quindi considerate valide, 50 per i premi in
negativo ed 8 per il premio positivo di Eroe della privacy.

Possiamo
quindi annunciare immediatamente che il premio “Lamento del Popolo”,
destinato a chi riceve più nomination negative, quest’anno è stato
assegnato a Telecom Italia, prima assoluta con 12
nomination negative su 50. Gli organizzatori dei BBA Italia 2007
invitano l’azienda ad inviare un rappresentante per ritirare il premio
in occasione dell’evento di sabato 19.

Per tutti gli altri premi vengono oggi annunciati i tre candidati più votati in ogni categoria.

Per la categoria “Peggior azienda privata” i finalisti, in ordine alfabetico, sono:
– Infostrada
– Telecom Italia
– Wind

Per la categoria “Peggior ente pubblico” i finalisti sono:
– Comune di Milano
– Garante della Privacy (ex-aequo)
– Ministero delle Finanze
– Monopoli di Stato (ex-aequo)

Per la categoria “Bocca a stivale” i finalisti sono:
– Paolo Gentiloni (ministro TLC)
– Giuseppe Fioroni (ministro Istruzione)
– Francesco Rutelli (ministro Beni culturali)

Per la categoria “Minaccia da una vita” i finalisti sono:
– Governo Italiano
– Parlamento Italiano
– Trusted Computing Group

Per la categoria “Tecnologia più invasiva” i finalisti sono due:
– Google
– Trusted Computing

Il premio “positivo” di “Eroe della Privacy” vede invece in lizza:
– Alessandro Monteleone (dataprotection.it)
– Dip. Sc. Giuridiche – Univ. Trento
– Maurizio Turco (deputato Rosa nel Pugno)

Tutti
i finalisti o loro rappresentanti sono invitati dai promotori dei BBA
alla cerimonia di premiazione, dove i vincitori potranno ritirare
l'”Orwell” che, pur essendo tutto d’oro come il ben più famoso
“Tapiro”, non è particolarmente ambito e spesso rimane abbandonato.
Come cerimonia il Big Brother Award è in effetti poco frequentata dai
vincitori; nell’edizione 2005 però uno dei premi (debitamente
incartato) fu realmente ma con molta discrezione ritirato da un membro
dell’organizzazione premiata presente in sala. “Se in assenza di
rappresentanti ufficiali dei premiati – spiegano i promotori del premio
– altri dipendenti lo chiedessero la cosa potrebbe anche ripetersi”.

Anche
i vincitori del BBA 2006 sono stati invitati, come d’abitudine, a
ritirare il premi già vinti per offrire loro un’altra occasione di
partecipazione. “In particolare – spiegano quelli di BBA – speriamo
nella presenza di Enzo Mazza (presidente FIMI), vincitore del premio Bocca a stivale 2006, che si era giustamente dispiaciuto di non essere stato avvertito in tempo utile”.

“Per
chi volesse un originale soprammobile per il salotto – conclude
l’organizzazione dei BBA – i premi non ritirati sono in vendita al
miglior offerente per finanziare la manifestazione ed il convegno, che
sono integralmente realizzati dai promotori a loro spese senza nessun
finanziamento o sponsorizzazione”.

da Punto Informatico

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Rai e Mediaset: le crisi parallele

9 maggio, 2007

Le delusioni di Bonolis, Amadeus, Reality Circus, 1,2,3… stalla, la Ventura con Colpo di genio e Funari con Apocalypse Show

La stagione dei nostri flop: Paolo Bonolis, Amadeus, Reality Circus, 1,2,3… stalla, Simona Ventura con Colpo di genio, Gianfranco Funari con Apocalypse Show, Fabio Canino con Votantonio… Sembra un bollettino di guerra, l’apocalisse della tv generalista, un preoccupante caso di malatelevisione. Qualcosa non va nella tv generalista. Meglio, qualcosa non va nelle reti ammiraglie perché i flop sono quasi tutti targati Raiuno e Canale 5. Colpa di Fabrizio Del Noce e Massimo Donelli? Italia 1 gode infatti di buona salute, così come Raitre e Rete4. In sofferenza, invece, Raidue. Come sempre, anche in tv, i successi hanno tanti padri, mentre gli insuccessi sono orfani. E siccome non saremo certo noi a iniziare la caccia all’untore, proviamo a non personificare le colpe e a capire cosa non funziona più. Il dato più singolare è questo: siccome il bacino d’utenza sembra immobile, uno pensa che se perde Raiuno vince Canale 5, o viceversa, secondo la legge dei vasi comunicanti. In realtà il fenomeno si è verificato solo il sabato sera, con un travaso da Funari a Gerry Scotti. Gli altri flop sembrano invece confermare la tendenza al ribasso della tv generalista: i programmi più importanti hanno perso mediamente cinque punti di share. Non solo: se da un lato si assiste a un lieve, ma sensibile calo nei consumi di tv (dieci minuti in meno al giorno), dall’altro si sta verificando una maggiore frammentazione dell’ascolto: pochi programmi riescono ancora a fare il pienone. Il trend negativo della tv generalista non esime comunque da colpe chi la fa.
Da tempo, Rai e Mediaset hanno rinunciato, o quasi, a fare gli editori, a lavorare sui singoli programmi, a elaborare contenuti. La metafora più significativa di questo disimpegno è l’immagine del direttore Fabrizio Del Noce seduto in prima fila (con quell’altro vanitosone di Paolo De Andreis) a godersi i flop di Bibi Ballandi. Un vero direttore sta dietro le quinte, lavora fino all’ultimo, cerca in ogni modo di intervenire sul prodotto, sui tempi, sulle idee, sulla programmazione! La pratica del disimpegno si sostanzia invece in due scelte scellerate: la prima è il ricorso spesso ottuso al format straniero (compri Colpo di genio quando già possiedi i Cervelloni); la seconda è l’appalto della creatività alla case di produzione esterne. Giustificabile, nel caso del Servizio pubblico, solo se la Rai nel frattempo si fosse trasformata in una finanziaria: ma la Rai possiede dipendenti, studi e, come si diceva una volta, il know-how, il sapere come fare i programmi. Certo, a furia di scegliere la dirigenza per meriti politici e non per quelli professionali si arriva inevitabilmente a questa situazione. Più difficile spiegare la crisi Mediaset. Con una Rai in balia dei partiti non sarebbe difficile fare man bassa di audience. E invece anche Canale 5 stenta. Sempre gli stessi programmi, scarso lavoro di rinnovamento dei generi, incapacità di rigenerare le formule e i conduttori. Ormai se uno parla di prodotto, di idee viene preso per matto, come se il format fosse tutto e il contenuto niente. Ma le muse imprigionate abortiscono, lo sanno anche i bambini.
Aldo Grasso sul Corriere

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