Visco-Gdf, Speciale rinuncia all’incarico

4 giugno, 2007

ROMA
– Il generale Roberto Speciale, ex comandante della Guardia di Finanza,
destituito dal governo nell’ambito del caso Visco ha rinunciato
all’incarico prospettatogli dal governo alla Corte dei Conti. In una
lettera inviata al ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa,
Speciale ha annunciato la rinuncia all’incarico presso la Corte dei
Conti conferitogli dal governo venerdì scorso dopo la sua sostituzione
con il generale Cosimo D’Arrigo. Una decisione che potrebbe preludere
all’apertura di una controversia giudiziaria con l’esecutivo.

INCHIESTA
Intanto copia della corrispondenza intercorsa tra l’ex comandante
generale della Guardia di Finanza, e il viceministro dell’Economia,
Vincenzo Visco, è stata chiesta dalla procura di Roma al Comando
Generale delle Fiamme Gialle nell’ambito dell’inchiesta aperta sulla
vicenda delle presunte sollecitazioni per il trasferimento di alcuni alti ufficiali della Gdf di Milano.
Al vaglio del procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara e del
sostituto Angelantonio Racanelli ci sono già alcune copie della
corrispondenza acquisite dalla procura militare, a sua volta titolare
di un procedimento, e già trasmesse a piazzale Clodio insieme con altri
documenti, dal procuratore Antonino Intelisano. Ma gli inquirenti
vogliono l’intero carteggio e per questo è partita la richiesta ai
vertici di via XXI aprile.

SOLLECITO
– Alla procura di Roma, secondo quanto si è appreso, non sono ancora
arrivati gli atti trasmessi dalla procura generale di Milano sul caso
Visco-Speciale. Nei giorni scorsi i magistrati romani avevano inviato
un sollecito ai colleghi del capoluogo lombardo dopo la prima richiesta
fatta all’indomani dell’apertura del fascicolo processuale. Questo, stando alle indiscrezioni, è ancora intestato «atti relativi a», ossia senza ipotesi di reato e senza indagati.

dal Corriere

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De Munnezza…

4 giugno, 2007

Dopo i cassonetti arrivano le ecoballe.
È sempre immondizia, ma confezionata col cellophane. Sembra rispettabile, ma puzza lo stesso.
Bertolaso ci dice che a Napoli è di nuovo emergenza.
Bassolino e Pecoraro Scanio avevano promesso: risolveremo il problema in 5 giorni.
Ecoballe, appunto.

STEFANIA DIVERTITO su Metro

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Uno stop alle rimodulazioni tariffarie

4 giugno, 2007

Roma – La “rimodulazione selvaggia” non piace all’utente di telefonia
mobile. E dopo quanto già avvenuto con le modifiche tariffarie operate da Wind e i rumors circa operazioni che sarebbero nei piani di TRE, nasce una iniziativa di protesta popolare per contrastare ulteriori eventuali iniziative in questo senso.

“Numerosi siti internet dedicati al mondo della telefonia mobile – spiega un comunicato che presenta la petizione online
– riportano informazioni e indiscrezioni provenienti dalla convention
TRE in Turchia stando alle quali – tra rimodulazioni e variazioni dei
meccanismi di autoricarica – vi sarebbero in prospettiva importanti
aumenti tariffari”. Fra tutte le notizia in circolazione, si segnalano
quelle diffuse dal sito Mondo3, che ipotizzano alcuni scenari in base alle indiscrezioni raccolte sulle offerte che potrebbero fare la propria comparsa sul mercato nei prossimi mesi.

“Di
fronte a queste rimodulazioni selvagge – commenta il messaggio che
motiva la petizione – noi utenti non possiamo subire senza difenderci.
Pertanto, se questi rumors dovessero essere confermati, per
far valere i nostri diritti, porteremo avanti una azione di protesta
rivolgendoci alle Associazione dei Consumatori, informando gli organi
di controllo preposti e, in ultima analisi, decidendo di adire le vie
legali”. È possibile sottoscrivere la petizione visitando questa pagina web.

Il problema non è comunque ignorato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ai consumatori vittime di rimodulazioni tariffarie sfavorevoli ha ricordato
che “il Codice delle comunicazioni elettroniche attribuisce agli
abbonati il diritto di recedere dal contratto, senza penali, al momento
della notifica di proposte di modifica delle condizioni contrattuali”.
Il tutto con la possibilità di migrare la propria utenza verso un altro operatore, con “immediata portabilità del numero” e recupero del credito residuo.

L’Authority TLC,
dal canto suo, evidenziando i propri interventi “in materia di diritto
di recesso degli utenti, trasparenza di tutte le tariffe telefoniche,
fisse, mobili e di accesso ad internet; e di rimborso del credito
residuo in regime di portabilità del numero mobile” ha già comunicato di aver avviato “il procedimento sanzionatorio nei confronti di Wind”.

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