Uno stop alle rimodulazioni tariffarie

Roma – La “rimodulazione selvaggia” non piace all’utente di telefonia
mobile. E dopo quanto già avvenuto con le modifiche tariffarie operate da Wind e i rumors circa operazioni che sarebbero nei piani di TRE, nasce una iniziativa di protesta popolare per contrastare ulteriori eventuali iniziative in questo senso.

“Numerosi siti internet dedicati al mondo della telefonia mobile – spiega un comunicato che presenta la petizione online
– riportano informazioni e indiscrezioni provenienti dalla convention
TRE in Turchia stando alle quali – tra rimodulazioni e variazioni dei
meccanismi di autoricarica – vi sarebbero in prospettiva importanti
aumenti tariffari”. Fra tutte le notizia in circolazione, si segnalano
quelle diffuse dal sito Mondo3, che ipotizzano alcuni scenari in base alle indiscrezioni raccolte sulle offerte che potrebbero fare la propria comparsa sul mercato nei prossimi mesi.

“Di
fronte a queste rimodulazioni selvagge – commenta il messaggio che
motiva la petizione – noi utenti non possiamo subire senza difenderci.
Pertanto, se questi rumors dovessero essere confermati, per
far valere i nostri diritti, porteremo avanti una azione di protesta
rivolgendoci alle Associazione dei Consumatori, informando gli organi
di controllo preposti e, in ultima analisi, decidendo di adire le vie
legali”. È possibile sottoscrivere la petizione visitando questa pagina web.

Il problema non è comunque ignorato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ai consumatori vittime di rimodulazioni tariffarie sfavorevoli ha ricordato
che “il Codice delle comunicazioni elettroniche attribuisce agli
abbonati il diritto di recedere dal contratto, senza penali, al momento
della notifica di proposte di modifica delle condizioni contrattuali”.
Il tutto con la possibilità di migrare la propria utenza verso un altro operatore, con “immediata portabilità del numero” e recupero del credito residuo.

L’Authority TLC,
dal canto suo, evidenziando i propri interventi “in materia di diritto
di recesso degli utenti, trasparenza di tutte le tariffe telefoniche,
fisse, mobili e di accesso ad internet; e di rimborso del credito
residuo in regime di portabilità del numero mobile” ha già comunicato di aver avviato “il procedimento sanzionatorio nei confronti di Wind”.

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