Padoa-Schioppa: i conti pubblici vanno male

ROMA – Da marzo, l’andamento della spesa «è peggiore del previsto»: lo ha
rilevato il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa al tavolo con
le parti sociali. In particolare, il ministro ha sottolineato il trend
negativo della spesa in conto interessi, del contratto del pubblico
impiego (per il quale sono state stanziate maggiori risorse rispetto al
previsto) ma soprattutto di altri settori come la sanità su cui c’è un
problema aperto con i comuni. L’andamento delle entrate, invece,
continua il suo andamento «piuttosto buono» ma «è impensabile» pensare
di aumentare le tasse per reperire maggiori risorse.

Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa (Infophoto)

Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa (Infophoto)

LIMITE DI SPESA – Spetta al governo trovare le risorse per risolvere la questione dello scalone, «se però ci sono» ha inoltre spiegato il ministro. E rispondendo ai rilievi mossi dal leader della Cgil Guglielmo Epifani, Tps ha poi sottolineato che l’aumento dello 0,30% delle aliquote dei contributi previdenziali «non può compensare» l’abolizione dello scalone. Il ministro ha sottolineato come i 2,5 miliardi del tesoretto rappresentino «il limite» e si è anche detto convinto che sia «impensabile» aumentare la pressione fiscale per reperire maggiori
risorse. Padoa-Schioppa infine si è detto «ottimista» sull’esito della trattativa in cui «è possibile fare qualcosa di importante».

LA REPLICA DI EPIFANI – Le sue parole non sono piaciute al segretario della Cgil Guglielmo Epifani: «Se si vuole affrontare la previdenza con la calcolatrice non va bene, non va proprio bene: noi non trattiamo con la calcolatrice, perchè dietro ai numeri ci sono sempre i problemi, le persone». Poi il segretario generale della Cgil ha aggiunto (riferendosi ai possibili problemi finanziari evidenziati dalla dichiarazione di Padoa-Schioppa) che «bisognerebbe chiedere a lui, qualche giorno fa aveva detto che era
finita l’emergenza finanziaria» e che serve un’analisi di lungo periodo. I sindacati, ha spiegato Epifani, sono «alla ricerca di un’intesa che deve sistemare i problemi, non il contrario».

BONANNI – Più comprensivo il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni che
riconosce che Padoa-Schioppa «fa il suo lavoro, nel governo c’è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda», ma ricorda che l’extragettito quest’anno è «notevole» e i soldi che vengono «dall’area fiscale, alla quale i lavoratori dipendenti contribuiscono per l’85%, devono andare al sociale». Bonanni ribatte anche alle lamentele sugli studi di settore. «La lotta all’evasione deve continuare, il governo deve insistere lì, capisco che ci siano realtà che si lamentano, ma i soldi vanno usati per il sociale. È come la gallina che fa l’uovo e il gallo
si lamenta», conclude.dal Corriere

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