Rinasce la Fiat 500: 1957 – 2007, mezzo secolo di storia dell’auto dal carburatore al microchip

Dalla Nuova 500 del 1957 alla 500 tutta nuova del 2007 non è passato
solo mezzo secolo esatto, bensì è trascorsa una vera e propria era geologica nella storia dell’automobile. Anzi quasi metà della sua stessa storia.
La macchinetta originaria, sostituta della 500 “Topolino”e concepita da Dante Giacosa era spinta da un bicilindrico da 479 centimetri cubi capace di erogare 13,5 cavalli a 4.000 giri. In pratica la potenza di uno scooter attuale da 125/150 cc.
Successivamente il motore venne potenziato raggiungendo i 15 cavalli e la velocità massima subiva un balzo da 85 a 90 chilometri all’ora. Con il modello sport, presentato nel 1958 la cilindrata fu porta a 499,5 centimetri cubi, grazie a un incremento dell’alesaggio da 66 a 67,4 centimetri mantenendo inalterata la corsa del pistone a 70 millimetri.
La potenza saliva a 21,5 cv a 4.600 giri. L’architettura concepita da Giacosa ricalcava in scala ridotta quella della 600 e quindi il motore era montato su retrotreno e la trazione era posteriore. Il raffreddamento ad aria al pari della seicento Maggiolino Volkswagen era
una soluzione economica e funzionale. La vettura era alimentata a carburatore e l’accensione era comandata da puntine e spinterogeno.

Improponibile un confronto con la 500 dell 2007. Mezzo secolo dopo la nuova macchina si presenta in strada con un’architettura a trazione anteriore moderna e classica al tempo stesso. Moderna perché si basa sul pianale e i componenti della Panda, classica perché riprende la tipica architettura scocca portante con trazione anteriore, motore trasversale e montanti MacPherson che a grandi linea è quella della Fiat 127 la quale a sua volta mutuò lo schema di base dalla geniale Bmc Mini ideata da Alec Issigonis del 1959: l’auto più moderna dell’epoca insieme alla Citroen Ds, Già perché mentre italiani, francese e
tedeschi se ne andarono in giro per tutti gli anni sessanta con traballanti vetturette con motore posteriore e tenuta di strada precaria, gli inglesi due anni dopo il lancio della 500 avevano la trazione anteriore, sprint da vendere e stabilità da gara. E il cambio era sincronizzato. Altro che la doppietta della 500.

La appena rinata 500 è dunque un’auto che ha nel dna la trazione anteriore di stampo Fiat, quella stessa architettura che poi venne copiata dalle case di mezzo mondo fino al punto che ora una Ford Mondeo per esempio, a grandi linee, ha uno schema in linea di massima ricalca delle Fiat 127 e 128, vetture all’epoca straordinariamente moderne,
anzi vere e proprie pietre miliari della storia automobilistica mondiale questa
classica modernità la si ritrova pari pari nella nuova 500 che si distingue dalla vecchia non solo per motori di gran lungo più potenti (si parte da 70 cavalli per arrivare a 100) ma anche per dimensioni interine ed esterne nettamente superiori. La nuova creatura italiana,
ma polacca di costruzione, è lunga più di mezzo metro rispetto al modello del ’57 (83,5 contro 2,97). La massa si aggira intorno agli 850 chilogrammi. Mentre il “cinquino” raggiungeva a stento i 600 chili.

La sicurezza non è neppure paragonabile. Dai sedili senza poggiatesta, al serbatoio di benzina davanti, sopra le gambe dei passeggeri, la vecchia 500 era davvero pericolosa Il nuovo modello fa leva su una scocca robusta e moderna (la Panda dalla quale origina si è
comportata dignitosamente nei test Euroncap), i freni a disco anteriori sono distanti anni luce da terrificanti tamburi della vecchia macchinetta. A garantire poi l’incolumità dei passeggeri ci pensano gli airbag e i sistemi elettronici di controllo trazione e stabilità.

Già perché se la meccanica come abbiamo visto è rimasta tradizionale la vera rivoluzione arriva dall’elettronica: dall’Abs ai sistemi di gestione del motore per consumare meno avere prestazioni più elevate e inquinare meno. Sì, perché la rivoluzione del diesel common
rail è quasi tutta nell’elettronica così come silicio e software regolano il funzionamento dei propulsori a benzina. Altro che aria da tirare delicatamente per accendere la vetturetta durante le fredde giornate invernali. Ora le macchine partono sempre al primo colpo. La
500 infine è una campionessa di ecologia: la vecchia era una vera e propria bomba ambientale: la 500 del 2007 monta motori già in linea con le prescrizioni Euro 5.

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dal Sole24Ore

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