L’Fmi boccia il Dpef: «Non è ciò di cui l’Italia ha bisogno».

«Il tentativo di consolidamento fiscale abbozzato nel nuovo Dpef non è
all’altezza dei bisogni dell’Italia non solo di migliorare lo stato dei
conti pubblici ma anche di centrare gli obiettivi di governo in termini
di crescita e di giustizia sociale. Nonostante alcune riforme positive
sul processo di budget, la linea politica scelta non è in linea con i
consigli del Board dell’Fmi». Lo ha detto il portavoce del Fondo
Monetario Internazionale Olga Stankova. «Il fondo – ha aggiunto il
portavoce dell’Fmi – raccomanda da tempo un processo di consolidamento
fiscale, incluso il pareggio del budget entro il 2010 e, più
recentemente, ha chiesto che si usi l’attuale surplus per ridurre il
deficit. Ma nonostante un punto di partenza migliore e una tendenza
storica a mancare gli obiettivi di medio termine, il nuovo Dpef non
rappresenta un miglioramento rispetto ai precedenti e ha chiaramente
obiettivi di riduzione del deficit per il triennio 2008-11 poco
ambiziosi». Il Fondo critica il governo anche sul fronte delle spese.
«È
un fatto incoraggiante – ha detto la Stankova – che il Dpef introduca
importanti riforme di budget e di controllo delle spese ma la decisione
di autorizzare spese aggiuntive per l’anno in corso nonostante la
revisione al rialzo delle previsioni di spese effettuata a marzo
rappresenta un passo indietro. Infine il board del Fondo aveva
sottolineato l’importanza di prevedere in maniera debita l’impatto
finanziario della riforma delle pensioni già approvata ma
sfortunatamente i negoziati su queste riforme non sono stati completati
prima dell’approvazione del Dpef. Data l’incertezza attorno all’esito
di questi negoziati, gli aggiustamenti fiscali previsti dal Dpef
potrebbero rivelarsi insufficienti».

dal Sole24Ore

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