Nuova 500: motore verde e niente doppiette

TORINO – Dimenticare le vecchia 500. Terminate le dovute celebrazioni, la parola d’ordine dovrebbe essere proprio questa. Perché guidare la nuova piccola Fiat è tutta un’altra cosa. E se vista da fuori le linee sono più o meno «quelle», sotto il cofano e dentro la macchina si ha l’impressione capovolta: non più un tuffo nel passato, ma un passo verso il futuro. La prima sensazione, quando ci si siede al volante, è quella della solidità e della compattezza.

I sedili già montati sulla Panda (robusti, alti, ergonomici) e il volante solido tra le mani trasmettono sicurezza. «Abbiamo scelto i materiali per gli interni con una cura maniacale — spiega Luca De Meo, amministratore delegato di Fiat Automobiles —. La ricerca della qualità, reale e percepita, è stato il nostro obiettivo primario. Questo non voleva essere solo un remake della vecchia 500. Di quell’auto dovevamo richiamare solo la compattezza estetica e l’accessibilità economica. Ma il presente è il frutto della tecnologia più avanzata». Quindi i nostalgici si rassegnino. Niente gracchiate, niente borbottii e niente doppietta. Ma piuttosto un’auto silenziosa che fila come un treno e che in curva, anche a velocità sostenute, resta ben piantata in terra. Può avere tre tipi di motori. Due sono a benzina: il 1.2 da 69 cavalli e il 1.4 da 100 cavalli. Ma è soprattutto con il 1.3 Multijet 16 valvole da 75 cavalli che Fiat tenterà di raggiungere l’obiettivo dichiarato di vendere 120 mila pezzi all’anno. «Questi sono tutti motori già predisposti per rispettare le normative europee sull’Euro5 — precisa De Meo —. Ma non intendiamo fermarci qui».

Già, sulla ricerca di motori sempre più ecologici Fiat è decisa a sorpassare tutti. «A prescindere da quelle che saranno le decisioni in sede europea — annuncia infatti Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo — e indipendentemente da cosa faranno gli altri costruttori, noi ci impegniamo a raggiungere entro il 2012 il più basso livello medio ponderato di Co2. Nessun altro costruttore è in grado di farlo». Ma torniamo al volante della luxury baby, personalizzabile in 549.936 varianti. Il cruscotto è molto colorato divertente, i comandi facilmente raggiungibili. Lo spazio per guidatore e passeggero è abbondante. Chi sta dietro non è proprio in poltrona. Forse si poteva fare qualcosina in più per le gambe: un minimo di 10 centimetri e un massimo di 30 tra divano e schienale dei sedili anteriori è un p o ‘ poco rispetto a altri modelli della stessa categoria. Però a pensarci bene, a quale categoria appartiene la nuova 500? È una city car, d’accordo. Ma è davvero con le altre city car che dovrà contendersi clienti e quote di mercato? O piuttosto il tentativo è quello di andare alla caccia di clienti glamour come quelli che comprano per esempio la Mini? Gli indizi portano in questa direzione. Ma quanto costa? I prezzi variano a seconda degli allestimenti. Si parte da 10.500 per arrivare fino a 14.500 euro: 6 o 7 stipendi di un impiegato, più o meno. Nel 1957, quando la 500 costava 465 mila lire e un impiegato al mese ne guadagnava 50 mila, di stipendi ne occorrevano dieci. Ma pochi, già allora, seppero resistere alla tentazione.

 

 

Maurizio Donelli dal Corrieretutte le foto qui

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