Giustizia, il governo alla prova del nove

Il ministro Mastella (Emblema)
Il ministro Mastella (Emblema)

MILANO – Nuova prova del nove per il governo, all’indomani della bocciatura in Senato su un sub-emendamento alla riforma Mastella proposto dall’ulivista Manzione e votato dalla Cdl. I senatori, già alle prese con la nuova votazione, sono chiamati a esprimersi sugli ultimi due emendamenti presentati all’art. 2 della riforma dell’ordinamento giudiziario.

BAGARRE IN AULA – Forte tensione nell’aula di Palazzo Madama durante un intervento di Gerardo D’Ambrosio, ex procuratore della Repubblica di Milano. Mentre contestava un emendamento presentato da Nitto Palma (FI), la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (FI) dal centro dell’emiciclo si è rivolta al collega urlando: «Sei un assassino, sei un criminale. Oggi è il tuo giorno». Immediata la reazione di tutto il centrosinistra. Ci sono stati urla, strepiti e anche gesti all’indirizzo della senatrice. Il presidente di turno, Milziade Caprili, ha ripreso la senatrice e ha detto che certe parole non sono mai state pronunciate nell’aula del Senato.
COSSIGA ASSENTE -  Assente in Aula il senatore a vita Francesco Cossiga perchè, come spiega il suo portavoce, «mentre si apprestava a salire in auto per recarsi a Palazzo Madama è stato colto da un malore che lo ha visto accasciarsi, senza danni». Cossiga è stato soccorso dal personale della sicurezza ed è stato immediatamente portato a un ospedale dove il malore è stato considerato di lieve entità e dovuto ad un brusco e forte calo di pressione.
LA MINACCIA DI MASTELLA – Sul nuovo voto pesa la minaccia di dimissioni del Guadasigilli. Intanto, a finire sulla graticola è il presidente del Senato Marini, sotto accusa per aver scelto di tenere in vita l’emendamento della maggioranza sulla separazione delle funzioni anche se un emendamento del leghista Castelli, sostanzialmente uguale, era stato bocciato giovedì mattina. I senatori dell’Unione sono usciti giovedì sera da Palazzo Madama con l’auspicio del segretario dei Ds Piero Fassino: «Evitiamo domani di fare il bis di oggi». Chiosa il suo compagno di partito Massimo Brutti: «Dovremo tenere gli occhi aperti». Da Palazzo Chigi si seguono gli eventi con attenzione e preoccupazione, mentre dal presidente presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, arriva l’auspicio di un ritorno immediato alle elezioni.
MANZIONE: «DISTANTE DAL MINISTRO» – Restano distanti intanto le posizioni del ministro Mastella e del senatore Manzione. Lo riferisce lo stesso senatore esponente della Margherita, riferendo del colloquio telefonico con il Guardasigilli di venerdì mattina, dopo l’incontro di una ventina di minuti di giovedì sera. Entrambe le occasioni, però, non sarebbero servite ad un chiarimento in merito all’emendamento all’articolo 2 sui consigli giudiziari, nell’ambito del ddl sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, sul quale la maggioranza è attesa al passaggio cruciale del voto in aula. «Siamo al punto di ieri – dichiara Manzione -. Mastella resta sulle sue posizioni, io sulle mie. Allo stato, non ritiro il mio emendamento».
NO CONTINGENTAMENTO TEMPI – Niente contingentamento dei tempi, il voto è previsto per sabato introno alle ore 13 con inizio delle dichiarazioni di voto alle 11,30. È quanto deciso dalla Conferenza dei capigruppo di venerdì mattina a Palazzo Madama.

dal Corriere

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