Le Fs: «Addio ai treni della vergogna»

I treni della vergogna – come il
«Mongibello», l’Espresso Milano-Palermo, al quale il Corriere.it ha dedicato un
ampio servizio
– non ci saranno più. Semplicemente perché non ci sarà più
questo tipo di treni. A meno che lo Stato e le Ferrovie dello Stato non trovino
una nuova intesa sulla questione del cosiddetto «servizio ferroviario
universale», cioè sui treni per i quali lo Stato ravvede un’utilità sociale e i
cui costi sono («in parte», dicono le Ferrovie), compensati dalle casse
pubbliche.

È proprio il caso dell’Espresso Mongibello, uno dei convogli di
«utilità sociale» che le Fs organizzano sulle lunghe tratte, sui quali si
viaggia a prezzi molto più bassi rispetto a quelli applicati su treni Eurostar e
Regionali «che sono già i più bassi d’Europa nelle rispettive categorie – spiega
l’azienda in una nota firmata da Federico Fabbretti, direttore delle relazioni
con i media – Ecco perché non può avere le loro stesse caratteristiche».
Insomma, a differenti prezzi corrispondono differenti servizi. «Ad esempio –
continua Fabbretti – sul Mongibello l’aria condizionata non era guasta:
semplicemente non c’è e non è prevista». Anche se per i livelli indecenti di
pulizia, le Fs stanno già provando a migliore il quadro: «Stiamo ridiscutendo i
contratti con le ditte, cercando di fissare standard e obiettivi ai quali
subordinare il pagamento delle prestazioni: in tempi brevi si verrà ad un
accordo per offrire livelli di pulizia adeguati».

Sui treni del «servizio ferroviario universale», per compensare i
costi che risultano estremamente svantaggiosi per Fs, lo Stato interviene
finanziando questi servizi attraverso un contratto con il quale viene compensata
la parte dei costi che il prezzo del biglietto così basso non arriva a coprire.
«Sono anni – dice l’azienda – che il trasferimento di questi fondi a Fs è
sensibilmente inferiore alle spese sostenute. Solo l’ultima finanziaria ha, in
parte, reintegrato questo scompenso senza peraltro arrivare a coprirlo del
tutto». Quindi, tirando le somme, «il Mongibello, così come tutti gli altri
servizi universali, per le Fs è un servizio in forte perdita».

E allora la soluzione qual è? Questo tipo di treni sono «destinati a
uscire di scena». Non a caso «dei treni come il Mongibello si sta svuotando
l’Europa. Nessuna compagnia ferroviaria estera fornisce più servizi di così
lunga percorrenza – spiega Fabbretti – dove tra l’altro risulta difficile
assicurare pulizia e decoro delle vetture per mille e più chilometri». Quindi
addio treni della vergogna, che però rispondono a un’esigenza ben precisa:
quella di garantire trasporti economici a una categoria di persone – soprattutto
emigranti o giovani – che non hanno una capacità di spesa molto elevata. Non a
caso sono co-finanziati dallo Stato. Ma le Fs chiariscono che – alle «condizioni
attuali», è bene sottolinearlo – questi treni non si faranno più, «laddove non
potranno essere finanziati in modo sufficiente a garantire ai clienti un
servizio adeguato alle loro legittime attese e alle Fs di non rimetterci in
termini economici, oltre che di immagine, come dimostra il servizio» del
Corriere.it.

Del resto sul tema era intervenuto chiaramente anche il nuovo
presidente delle Ferrovie, Innocenzo Cipolletta: «Oggi abbiamo le Fs che fanno
servizio universale e di mercato senza che lo Stato abbia identificato l’uno e
l’altro – ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera – Così
finanziamo le tratte meno redditizie, che vanno garantite comunque, con quelle
più remunerative, usando in più i contributi statali». Ma con la
liberalizzazione del servizio ferroviario, gli altri operatori saranno pronti a
contendere alle Fs le tratte più ricche. «Questo è il punto – ha osservato
Cipolletta – allora bisognerà decidere il perimetro del servizio universale per
metterlo in gara. Chi parteciperà a gare per tratte in perdita? Basta che lo
Stato offra un contributo a chi le eserciterà». Già, un contributo per la
dignità.

Paolo Ligammari sul Corriere

Technorati Tags: ,

Annunci

One Response to Le Fs: «Addio ai treni della vergogna»

  1. andreiperiboschi ha detto:

    E più si privatizza più si peggiora…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: