Welfare, sinistra chiede incontro con Prodi

Sul welfare Romano Prodi stretto tra due fuochi: da un
lato la Cgil, che ha fatto sapere di non aver gradito la lettera del
premier in cui ha chiesto al segretario, Guglielmo Epifani, di firmare
l’intero protocollo; dall’altro, la sinistra radicale, che ha chiesto
un vertice urgente per discutere degli aspetti legati a competitività e
costo del lavoro.

INCONTRO – Il vertice richiesto dai ministri Ferrero,
Bianchi, Mussi e Pecoraro Scanio è in corso a Palazzo Chigi.
Ufficialmente sarà poi il prossimo Consiglio dei ministri del 3 agosto
la sede in cui si affronterà lo stato dell’arte sul protocollo per il
welfare.

MODIFICHE
Ferrero, Bianchi, Mussi e Pecoraro Scanio chiedono a Prodi di apportare
modifiche al protocollo, ha detto il ministro dell’Università, Fabio
Mussi: «La parte sulle pensioni è stata discussa in consiglio – ha
detto – ma le altre due no». Mussi fa riferimento al discorso sulla
competitività e sul costo del lavoro. E la questione appare spinosa
dato che, secondo Ferrero, c’è un terzo della maggioranza che non è
d’accordo. L’obiettivo è per questo capire cosa si possa modificare
delle misure per non rinviare il protocollo in Finanziaria, con il
rischio che si trasformi in un maxiemendamento su cui si il gopverno
sarebbe costretto a porre fiducia.

FERRERO – Conferma i nodi da sciogliere il ministro
della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero: «Il punto politico è che c’è
il dissenso della Cgil su una parte di quell’accordo. Inoltre c’è un
terzo della maggioranza che sostiene che quell’accordo vada
modificato». Proprio giovedì sera, Romano Prodi aveva inviato una lettera alla Cgil, chiedendo al segretario Guglielmo Epifani di firmare tutto il protocollo sul welfare e di continuare sulla strada della concertazione.
CGIL INSODDISFATTA – Anche la Cgil è polemica con il
premier: il sindacato si è detto «non soddisfatto» della risposta del
presidente del Consiglio Romano Prodi alla richiesta della Cgil di
firmare solo una parte dell’accordo sul welfare. Fonti vicine al
segretario generale Guglielmo Epifani spiegano che per il leader Cgil
la lettera di Prodi «non risponde a molte questioni poste». Epifani ha
annunciato che risponderà comunque alla lettera nei prossimi giorni.

dal Corriere

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