Gb, via libera agli embrioni chimera

Leggo ora sul Corriere che la Gran Bretagna vuole estendere la libertà di ricerca genetica permettendo la creazione di embrioni ibridi uomo-animale… Lo scopo è sicuramente nobile (la ricerca in campo genetico con cellule staminali) e i vincoli sicuramente presenti (distruzione entro il 14° giorno di vita) ma l’idea mi inquieta non poco…
e non solo per questioni etico-morali (un embrione di 14° giorni è da considerarsi già un essere umano, che verrà quindi ucciso, o semplicemente materiale organico, di cui poi ci si libererà?!)..
Come Antinori arriva a far partorire delle mamme-nonne, chi mi dice che un giorno lo scienziato pazzo di turno non si ‘scordi’ di distruggere l’embrione al 14° giorno e decida poi di impiantarlo ‘per vedere i nascosto l’effetto che fa’????
E’ un’ipotesi che mi agghiaccia, e non ci credo che in qualche laboratorio privato nessuno ci stia pensando…
Perchè non concentrarsi negli studi sulla produzione di staminali da cellule adulte? Esistono casi di successo, che dovrebbero essere maggiormente supportati… non trovate??

LONDRA- L’autorità britannica per la fertilizzazione e l’embriologia (Hfea) ha dato il via libera alla creazione di embrioni chimera, cioè contenenti materiale genetico sia umano che animale, dopo che una consultazione pubblica ha rivelato che la maggior parte dei britannici non è contraria all’utilizzo di tali embrioni a scopo di ricerca. I ricercatori vogliono utilizzarli per produrre una quantità di cellule staminali utile per lo studio di possibili cure per malattie come per esempio il morbo di Parkinson e quello di l’Alzheimer.
COME SI OTTENGONO – Le chimere verrebbero create inserendo materiale genetico umano dentro l’ovulo animale privato del suo Dna, risolvendo così il problema della scarsa disponibilità di ovuli umani da utilizzare a scopo di ricerca, che normalmente provengono dai trattamenti di fertilizzazione in vitro. Gli embrioni chimera verranno poi distrutti dopo 14 giorni – ovvero quando non saranno più grandi di una cruna di un ago – e non potranno essere impiantati nell’utero. Dalla consultazione pubblica – che ha consistito in tre mesi di sondaggi, incontri pubblici e dibattiti al costo di circa 220 mila euro – è emerso che sebbene inizialmente scettico, il pubblico gradualmente è diventato più aperto all’idea. Alla fine, il 61% si è detto favorevole a tali ricerche.
PRECEDENTI – Già nel novembre scorso, due equipe di ricercatori, una al King’s College di Londra e una all’università di Newcastle, avevano richiesto all’Hfea la licenza per condurre alcuni studi con embrioni chimera, e ora potranno procedere. Anche Ian Wilmut, il creatore della pecora Dolly, vorrebbe richiedere il permesso di condurre alcune ricerche sulla malattia del motoneurone utilizzando tali embrioni. A dicembre il governo britannico aveva provocato una vera e propria rivolta tra la comunità scientifica con una proposta di legge che avrebbe messo al bando quasi ogni ricerca con embrioni chimera. Contro il divieto si erano schierati diversi premi Nobel, la stessa commissione parlamentare per la scienza e la tecnologia, il consiglio britannico per la ricerca medica, nonchè il principale consulente scientifico del governo, Sir David King. Da allora il governo ha deciso di ritirare la proposta e si prepara a discutere entro la fine dell’anno un’altro progetto di legge che potrebbe mettere al bando soltanto gli embrioni ottenuti mescolando gameti animali e umani.

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