Il mio atto d’accusa al sistema Coop, cifre alla mano

dalla lettera al Sole24Ore di Bernardo Caprotti (presidente di Esselunga)

“Caro direttore,
lo confesso. Sono imbarazzato, anzi, intimidito. Non
sono un uomo pubblico e non ricordo di aver mai scritto su un giornale.
Però la gentilezza con la quale me lo si è richiesto, mi ha indotto a
cimentarmi. Buona occasione – oltre che per ringraziare pubblicamente –
per pubblicamente rispondere all’ultima insolenza del presidente di
Ancc, Associazione nazionale cooperative consumatori, Aldo Soldi, che
ha appena dichiarato a un giornale che la questione Esselunga
appartiene al folklore. Come se noi di Esselunga ogni mattina ci
alzassimo, per poi passare la giornata a ballare la tarantella, o ci
unissimo alla sagra delle “colombe della pace”, tema per tanti anni
carissimo alle feste dell’Unità di tutta Italia. Vediamo allora, cifre
alla mano, il nostro e l’altrui folklore del 2006. Osserviamo cioè i
dati di bilancio delle cinque grandi cooperative (Unicoop Firenze, Coop
Adriatica, Coop Estense, Unicoop Tirreno, Coop Liguria) di cui
trattiamo nel volume «Falce e Carrello» che sarà presentato domani alla
stampa.
I dati, aggregati, li raffrontiamo ai dati 2006 di Esselunga (si veda la tabella).
È facile constatare che noi abbiamo prodotto, con 132 negozi e la metà
degli addetti, un risultato del 47% superiore a quello della Coop (del
367% superiore se escludiamo il frutto finanziario dell’anomalo
“prestito sociale”) e abbiamo “contribuito” con le nostre imposte per
più del doppio di tutti questi messi assieme.
Qualità, livello di
servizio ed eleganza a parte – tutti fattori opinabili – a quale
livello di prezzo si verifica quanto sopra? Di prezzo per il
consumatore, voglio dire. È vero almeno che costoro sono dei
benefattori?
Oltre a quanto già affermato lo scorso anno a mezzo
stampa e in parte riportato nel volume cui ho accennato, presento qui
due casi proprio recenti, attuali.
Nell’imminenza dell’evento,
abbiamo verificato cosa fa Coop Estense, la cooperativa modenese
presieduta da Mario Zucchelli, a Ferrara, splendida e ricca città ove
questa Coop è dominante a tal punto da avervi escluso persino
l’ipermercato della sorella Conad (Conad è anch’essa parte di Legacoop).
Abbiamo
raffrontato Ipercoop di Ferrara con Ipercoop Grand’Emilia di Modena e
poi con la piccola Esselunga di via Morane a Modena e con l’Esselunga
di via Ripamonti a Milano. Lo abbiamo fatto attraverso una nota società
specializzata in rilevamento prezzi su circa 3.100 prodotti uguali e
quindi direttamente confrontabili.
Gli indici di prezzo risultanti
mostrano Esselunga di Modena a 100, Esselunga di via Ripamonti a Milano
a 101, Ipercoop di Modena a 102 e Ipercoop Ferrara a 110. Abbiamo poi
fatto, noi, fisicamente 4 grosse spese di 150 articoli, acquistando gli
stessi prodotti nei 4 punti vendita citati (si tratta degli articoli
più comuni e centrali degli assortimenti, da Barilla a Nestlè, da
Lavazza a Coca-Cola). Ne esce che soci e consumatori di Ferrara (da
Ipercoop Il Castello di Ferrara, Coop Estense) pagano il 10% in più dei
modenesi che fanno la spesa a Grand’Emilia di Modena, medesima
cooperativa.[…]”
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4 Responses to Il mio atto d’accusa al sistema Coop, cifre alla mano

  1. Pinco Pallo ha detto:

    Caprotti dice una marea di stronzate.

  2. murrus ha detto:

    non so… ma che le coop abbiano un trattamento agevolato, godano di appoggio politico e in certi luoghi non abbiano quasi concorrenza è innegabile…

    ricordo come pochi giorni dopo l’approvazione del decreto bersani sulla possibilità di vendere farmaci al supermercato, una coop inaugurò il primo corner… come fai ad assumere un farmacista, allestire uno spazio vendita e fare i contratti con i fornitori in pochi giorni?!? qualcuno sapeva…? qualcuno ha parlato prima…?

    non so, ma la storia puzza…

  3. pincopallus ha detto:

    Esselunga aveva lo stesso corner una settimana dopo

  4. Pinco Pallo ha detto:

    Esselunga aveva lo stesso corner una settimana dopo. E poi vogliamo andare a vedere dove si è sviluppata Esselunga? Con quali metodi?

    Diciamo la verità:Caprotti ha provato a lasciare l’azienda al figlio, questi l’ha quasi fatta fallire e lui è dovuto intervenire di nuovo.

    Che poi a fargli bordone alla conferenza stampa ci fosse il direttore del Sole 24 Ore conferma solo una cosa: che le cooperative della grande distribuzione (Coop e Conad, ) danno *molto* fastidio agli industriali, che in questi anni hanno fatto fallire e dovuto vendere, solo per fare un esempio, Standa e Rinascente.

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