Rai: nulla di fatto, tutto respinto

ROMA
Pomeriggio convulso al Senato sul voto per la Rai. Governo salvo grazie
all’assenza tattica della Destra di Storace, ma si apre la questione
tra i centristi per lo scontro da Udeur e diniani. A parte un pezzo
della risoluzione Manzione-Bordon sul blocco delle nomine, l’aula ha
respinto tutte le risoluzioni, sia di maggioranza che di opposizione.
Oppure sono state ritirate come nel caso dell’Unione e tre di Calderoli.

I VOTI
– Il Senato ha bocciato a larga maggioranza l’azzeramento del Cda della
Rai proposto dal primo punto del dispositivo finale della mozione
Bordon-Manzione. Il secondo punto del dispositivo, che impegna il
governo a compiere i passi necessari per sollecitare il piano
industriale che si faccia carico di affrontare tutte le emergenze, è
stato bocciato con 156 no, 149 sì e un astenuto.

MINORANZA
Ma il voto importante è stato sulle risoluzioni della Cdl, bocciata la
prima con uno e la seconda con due voti di scarto. A questo punto
l’Udeur ha abbandonato l’aula. «Parliamo di politica o ci prendiamo per
i fondelli?», ha detto il capogruppo Udeur alla Camera Mauro Fabris.
«Prodi ringrazi Storace perché grazie alla sua assenza e a quella di
altri due senatori fuorisciti da An non è passata la mozione della Casa
delle libertà», ha chiarito Roberto Castelli, capogruppo della Lega
Nord al Senato. «Non si votava la sfiducia su Prodi, si votava sul
presidente della Rai. Presentino una mozione di sfiducia al governo e
poi vedranno se La destra ci sarà o no», ha replicato Storace.
«Serve
un chiarimento per verificare se c’è la maggioranza, che ora non c’è
più», ha detto Clemente Mastella, leader dell’Udeur. «Gli altri giocano
allo sfascio e allora il nostro senso di responsabilità non serve più».
UNIONE
L’Unione ha poi ritirato la propria risoluzione sulla Rai nel corso del
dibattito al Senato dopo che era stata votata per parti separate la
premessa della risoluzione Manzione-Bordon (approvata nella parte in
cui si riconosce alla Rai il ruolo di «azienda fondamentale»). «Non
credo esistano precedenti di un ritiro da parte della maggioranza di
una mozione in quanto non è in grado di garantirne l’approvazione», ha
chiosato il capogruppo di Forza Italia, Renato Schifani. «Mi viene in
mente il motto ‘fuggire è vergogna, ma è salvataggio vita’».
«Non
c’è stata alcuna sconfitta della maggioranza perché il Parlamento ha
approvato quello che la maggioranza stessa chiedeva», ha replicato il
capogruppo di Rifondazione comnista, Giovanni Russo Spena.
Alla fine Calderoli ha ritirato le sue tre mozioni ed è calato il sipario sulla Rai.

dal Corriere

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