Rincaro dei biflietti per i pendolari

Biglietti e abbonamenti ferroviari più cari in arrivo per i
pendolari. Per ora si tratta solo di quelli che si spostano da una
regione all’altra. L’8% del totale, dice Trenitalia, ma la manovra
tariffaria riguarderà molto le regioni del Nord. Per i viaggi
all’interno di una stessa regione non cambia nulla.

Formalmente la decisione viene presentata dall’azienda
come una operazione per mettere ordine in questo tipo di tariffe. Di
fatto si tradurrà in un aumento almeno del 10%, come hanno ben compreso
gli assessori regionali ai Trasporti ai quali le Ferrovie hanno
presentato nei giorni scorsi l’iniziativa. Fino ad oggi i pendolari che
prendono il treno per spostarsi a cavallo di due regioni hanno
utilizzato anziché la tariffa regionale la più economica tariffa
nazionale, che permette di prendere indifferentemente treni del
trasporto regionale e treni Espressi o di categoria superiore, in
questo caso pagando un sovraprezzo. Le tariffe nazionali, inoltre, a
differenza delle altre, sono di fatto congelate da anni. Ma dal primo
novembre l’escamotage non sarà più possibile e con la nuova tariffa,
che sarà calcolata sulla base delle relative tariffe regionali, si
pagherà di più.

Per i viaggi da una regione all’altra
il biglietto dei treni Espressi non sarà più valido sui treni
regionali. Il maggiore introito, per ora non quantificato, sarà
destinato a «finanziare programmi regionali di miglioramento del
servizio», assicura Trenitalia. I nuovi abbonamenti sono in vendita da
oggi mentre i nuovi biglietti si acquisteranno da giovedì prossimo. In
via transitoria i biglietti di corsa semplice a tariffa ordinaria
nazionale per treni Espressi già acquistati potranno essere utilizzati
entro il 31 dicembre. I pendolari transregionali abituati a salire sui
treni locali con un abbonamento a tariffa nazionale faranno bene a non
farlo più, perché rischiano una multa salata: 50 euro più il prezzo del
biglietto. In caso di biglietto di corsa semplice la sanzione sarà
invece di 10 euro.

Fin qui gli aumenti per i pendolari.
Ma visto il magro bottino realizzato dalle Fs con la Finanziaria in
discussione, che stanzia circa un miliardo, cioè molto meno di quanto
avrebbe voluto l’amministratore delegato, Mauro Moretti, non è escluso
che l’azienda torni alla carica con un più vasto piano di aumenti
tariffari, che innalzerebbe del 10-12% il prezzo di tutti i treni
nazionali: Eurostar, Intercity ed Espressi.

Enrico Marro sul Corriere

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