No, il WiFi cittadino non tira

Atlanta – Earthlink sembra essere sul punto di innestare la retromarcia sul WiFi municipale, sui molti progetti avviati e sulle molte speranze suscitate.

Il dirigenteL’azienda “ha deciso che fare nuovi investimenti significativi in questo business potrebbe essere in contrasto con il principale obiettivo di massimizzare il valore azionario”, ha detto Rolla P. Huff, chief executive dell’azienda (vedi foto), in un comunicato.

Ad agosto il dirigente aveva dichiarato che l’azienda stava studiando la costruzione di reti senza fili cittadine – un progetto definito come “sinergico con altri sforzi”, ricorda Associated Press. Non solo: fino a ottobre scorso, come riferisce Wi-Fi Planet, pur avanzando dei dubbi, ancora non trapelava alcuna chiara intenzione di non procedere, dopo il lancio di reti avvenuto lo scorso anno nelle prime zone pilota della California.

Nell’area di Chicago, il progetto municipale con Earthlink è stato abbandonato a causa del costo che i cittadini avrebbero dovuto sostenere, pur nella considerazione che vi sono ben 175 città americane già dotate di reti wireless pubbliche a copertura cittadina o quasi. Ma le “alternative strategiche”, di cui in queste ore in rete ci si chiede la consistenza, non sono state rivelate dall’azienda.

Michael Balhoff, un ex analista di scenari di telecomunicazioni presso Legg Mason Inc, ha ipotizzato che “le richieste di abbonamento sono da considerarsi insufficienti, perché il Wi-Fi municipale richiama un tipo di clientela non in grado di generare il fatturato necessario a supportare il servizio”. Dunque, il target dell’iniziativa sembra essere una delle possibili ragioni del ripensamento. Un’ulteriore conferma viene da Anthony Townsend, direttore ricerche dell’Institute for the Future, una think tank di Silicon Valley: “È un mercato frammentato”, spiega. “Si ha a che fare con clienti e amministrazioni pubbliche lenti e poco avvezzi al rischio. Non hanno flessibilità e confrontarsi con loro rende tutto più difficile”, ha concluso.

Earthlink, a proposito dei suoi progetti di connettività wireless, è salita molte volte agli onori della cronaca. Solo in Google, il nome dell’azienda compare più di 12 milioni di volte. Anche Punto Informatico ne ha parlato in più di qualche occasione ed è interessante notare, con questa semplice ricerca, come difficilmente l’azienda compaia protagonista diretta e autonoma in qualche iniziativa: piuttosto, emerge al fianco di Google, insieme a Boingo Wireless e The Cloud, con AT&T, persino con BT, Verizon, Sprint Nextel e Telecom Italia e, infine, nella più praticata delle sue joint-venture, quella municipale. Come a dire da sola no, in compagnia sì, quasi, forse. Anche alla luce delle recenti analisi sul progetto WiFi per Silicon Valley e della rinuncia al Wimax di Sprint-Nextel e Clearwire sembrerebbe che, in questo capitolo della storia della rete, negli States il wireless cittadino stia percorrendo… un tratto di strada in salita.

Marco Valerio Principato su Punto Informatico

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