Google sarà operatore di telefonia mobile

San Francisco – Google è sempre più mobile computing: alla voglia di spettro già manifestata tempo addietro, quest’oggi la società aggiungerà la propria partecipazione all’asta per le frequenze USA dei 700 MHz, gettando le basi per un possibile ruolo di carrier oltre che di sviluppatore tecnologico di piattaforme integrate specificatamente pensate per le comunicazioni senza fili.
Chris Sacca, a capo delle iniziative speciali di Google, ha mostrato una mappa delle frequenze disponibili messe all’asta dalla FCC, all’interno del range 698-806MHz. Di queste, le parti più interessanti per gli operatori di telefonia mobile e Google stesso sono i blocchi “C” e “D”. Il blocco C, in particolare, copre 2 spezzoni di frequenza “lunghi” 11 MHz ciascuno, per un totale di 22 MHz impiegabili a scopi commerciali sull’intero territorio statunitense.
Per Eric Schmidt, CEO e presidente di Google, “I consumatori meritano più competizione e innovazione di quella che è attualmente presente nel mondo delle comunicazioni mobili. Non importa quale dei partecipanti all’asta alla fine prevarrà, i reali vincitori saranno i consumatori americani che probabilmente potranno godere di una maggiore scelta di prima nei modi con cui accedere a Internet”.

 

Non importa chi sarà il vincitore, perché Google sarà comunque protagonista del mobile computing prossimo venturo: la piattaforma integrata Android, spinta dal cuore open source, garantisce alla società dai mille tentacoli interessi una centralità che potrebbe sparigliare i concorrenti.
Di certo, avere in concessione quei fatidici 22 MHz – per cui BigG potrebbe tirar fuori 4,6 miliardi di dollari – faciliterebbe di molto le cose ai consumatori “che avranno il diritto di scaricare qualsiasi applicazione vogliano sui propri dispositivi mobili, e il diritto di usare qualsiasi dispositivo vogliano sulla rete”, come sostiene ancora Sacca. Ma le faciliterebbe anche a Google, che è costantemente impegnato a conquistare nuove opportunità di business e nuovi mercati della connettività con e senza fili.
“Lo spettro è il Re; possiedi tutto”, sostiene l’analista Iain Gillott in un articolo con cui prova a tracciare i possibili scenari futuri dopo l’entrata di Google nel mercato delle comunicazioni mobili. Non solo la disponibilità di un proprio network farà aggiungere ancora più soggetti al già ricco portfolio di clienti dell’azienda, ma permetterà altresì di controllare la direzione di sviluppo della prossima generazione del network wireless, per lo meno negli USA.
Vi è poi l’interesse di Google per i servizi di connettività WiFi, a cominciare dalla rete gratuita costruita nella città natale della società: Mountain View, in California. Se insomma la cosiddetta autostrada telematica via cavo è diventata improvvisamente ingolfata e strozzata, il modo migliore per gettare le basi di una Internet al passo coi tempi appare proprio l’investimento nel mercato wireless che sta così a cuore a BigG.

Alfonso Maruccia su Punto Informatico

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