Fiducia su Pecoraro, governo a rischio

ROMA – La spazzatura lungo le strade di Napoli rischia di sommergere il governo Prodi. Che mercoledì affronterà nell’aula del Senato uno dei momenti più critici: il voto sulla mozione di sfiducia presentata dal centrodestra contro il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio

, indicato come principale responsabile per l’emergenza rifiuti in tutta l’area campana. Non è come altre volte, in cui la sopravvivenza dell’esecutivo è stata comunque legata ad un filo, vista l’esigua maggioranza di cui dispone a Palazzo Madama. Contro il leader dei Verdi potrebbe giocare anche un desiderio di rivincita da parte dell’Udeur, che in più di un’occasione ha spiegato di non considerare corretto l’atteggiamento di un esecutivo che chiede la difesa «a prescindere» di un ministro, appunto Pecoraro Scanio, mentre ne scarica tranquillamente un altro, vale a dire Mastella.

L’UDEUR A MANI LIBERE – Lo stesso leader dell’Udeur ha spiegato al Corriere di ritenere necessarie le dimissioni dell’ormai ex collega. E Mastella, che si è dimesso da ministro ma non da senatore, è uno che potrebbe con il suo voto fare la differenza in aula, così come gli altri due esponenti del suo partito a Palazzo Madama, Tommaso Barbato e Stefano Cusumano. Sulla questione, del resto, il governo sembra intenzionato a porre la fiducia per salvare Pecoraro e se stesso (difficilmente l’esecutivo reggerebbe se passasse la sfiducia individuale). Restano sempre i senatori a vita, ma con tre voti in meno – con l’uscita di scena di Mastella l’Udeur non si considera più parte organica della maggioranza e quindi non tenuto al rispetto di vincoli di fedeltà – l’esito è tutt’altro che scontato. Gli stessi senatori a vita, che per disciplina istituzionale hanno in passato concesso la propria fiducia a Prodi quando questa è stata chiesta su temi di governo, potrebbero non farlo più in occasione di un voto di carattere esclusivamente politico, come è appunto quello su Pecoraro Scanio. Quest’ultimo, nel frattempo, dalle colonne di Repubblica fa sapere di non avere intenzione di dimettersi per «accuse ingiuste»: «Mi difendano tutti – minaccia il leader del Sole che ride – o sarà crisi».

Lamberto Dini (Ansa)

GLI ALTRI «RIBELLI» – I mastelliani non saranno i soli «ribelli». Già domenica LambertoDini aveva annunciato che lui e i liberaldemocratici non sono disponibili a votare a favore di Pecoraro Scanio, avendo tra l’altro più volte evidenziato l’esigenza di dar vita ad un nuovo esecutivo di taglio tecnico-istituzionale. Ci sono poi i due senatori ex comunisti che da tempo si sono posti «a latere» della maggioranza e che decidono di volta in volta quale orientamento seguire: Fernando Rossi, ex Pdci che oggi è nel gruppo misto e guida il Movimento politico dei cittadini, spiega di essere pronto a votare la fiducia «solo se Pecoraro accetterà di incontrarci»; Franco Turigliatto, eletto nelle fila di Rifondazione e oggi esponente di Sinistra critica, fa invece sapere di essere orientato verso l’astensione («non condivido la mozione della destra ma neppure la soluzione all’emergenza decisa dal governo»), che però al Senato equivale ad un voto contrario.

I RADICALI – Anche Emma Bonino, dei radicali, che pure non hanno esponenti in Senato e quindi non sono coinvolti nel voto, prende le distanze e fa notare come una assunzione di responsabilità ci debba essere (le colpe sono di tanti, ha detto, ma «a volte riconoscere le inadeguatezze è un segno di forza») e che anche l’eventuale sfiducia a Pecoraro potrebbe essere senza conseguenze per l’esecutivo, visto il precedente della sfiducia individuale contro Filippo Mancuso che non fece cadere il governo Berlusconi.

Giovanni Russo Spena, capogruppo del Prc al Senato (Ansa)

VOTI A FAVORE – Ma nel resto della maggioranza l’orientamento è quello di fare quadrato attorno al capo dei Verdi. «L’attacco al ministro Pecoraro Scanio è un attacco a tutto l’ambientalismo – fanno notare i capigruppo Prc e Sd del Senato, Giovanni Russo Spena e Cesare Salvi, in una dichiarazione congiunta -. Imputare a lui la responsabilità di ciò che hanno fatto e soprattutto non hanno fatto le amministrazioni locali campane in materia di rifiuti è folle, è solo uno dei tasselli di una strategia filo industrialista che non ha alcun interesse per l’ambiente, le emissioni nocive, la grande crisi climatica». Posizione analoga per Rifondazione comunista: «Naturalmente diamo solidarietà al ministro dell’Ambiente – dice il segretario del Prc, Franco Giordano – perchè se venisse cancellata la possibilità di avere una cultura ambientalista e democratica nel nostro paese, l’intera politica del governo verrebbe meno».

GLI INTELLETTUALI – A favore del ministro si è schierato anche un nutrito gruppo di intellettuali e ambientalisti – da Asor Rosa a Dario Fo, passando tra gli altri per il presidente onorario del Wwf Fulco Pratesi e il cantautore Edoardo Bennato – che ha pubblicato un appello-manifesto (pubblicato nel blog: appellorifiuti.blogspot.com e in un annuncio a pagamento di un’intera pagina su l’Unità di oggi: ■ guarda) in cui si esprime solidarietà a Pecoraro Scanio e si chiede «che si aprano gli occhi sulle vere ragioni che hanno portato alla situazione emergenza rifiuti in Campania», ovvero stili di vita non compatibili con la tutela dell’ambiente.

A. Sa. sul Corriere

..certo che il ministro non si è messo di persona a creare munnezza e problemi a napoli ma… ha fatto qualcosa per risolvere il problema? Da ambioentalista, ha detto qualcosa sulle discariche che sarebbe illegale riaprire secondo le leggi di tutela dell’ambiente e della salute, e che invece tutti vogliono riaprire?

Ha fatto qualcosa per agevolare la costruzione anche solo di UN termovalorizzatore in campania?

Non mi pare.

 

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One Response to Fiducia su Pecoraro, governo a rischio

  1. Keganlf ha detto:

    Cool page., man

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