No ai tagli fiscali, l’Italia risani i conti

Mentre il calo delle tasse sul lavoro scalda la campagna elettorale, Padoa-Schioppa conferma: il tesoretto non esiste

BRUXELLES – In Italia tutti i candidati alle prossime elezioni devono puntare al rafforzamento dei conti pubblici. È il messaggio che arriva dall’Europa, dove alle ipotesi di riduzione delle tasse o di aumento dei salari, al centro del dibattito politico di casa nostra, si risponde con la richiesta di «misure specifiche» per consolidare il bilancio già nel 2008. «Noi non partecipiamo alla campagna elettorale italiana – ha detto il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, al termine della riunione dell’Eurogruppo – ma il rafforzamento del consolidamento delle finanze pubbliche è un buon messaggio per tutti i candidati», di centrodestra e di centrosinistra è stato il monito del guardiano dei conti europei per il quale sonolo chi ha i conti in ordine può permettersi tagli fiscali. L’Eurogruppo ha invitato l’Italia, che ha riscosso approvazione per il contenimento del deficit ottenuto nel 2007 dal ministro Padoa-Schioppa a un intervento più «ambizioso» nel 2008 e a riportare al 2010 l’obiettivo dell’equilibrio di bilancio slittato nel 2011. I ministri finanziari della zona euro hanno richiamato soprattutto la Francia a rispettare l’impegno di azzeramento del deficit nel 2010 senza pretendere la dilazione di 2 anni annunciata dal presidente Sarkozy lo scorso luglio.

PADOA SCHIOPPA E IL TESORETTO – E stamane prende il via la riunione dell’Ecofin che ha all’ordine del giorno la valutazione dei piani di stabilità di Italia, Francia e altri paesi della zona euro. Per l’Italia partecipa il ministro Padoa -Schioppa che mentre era in volo per Bruxelles avrebbe negato l’esistenza di entrate extra da redistribuire. «Il cosiddetto tesoretto non esiste – avrebbe detto il ministro dell’Economia, Padoa-Schioppa, ai suoi collaboratori riferisce il quotidiano la Repubblica – L’ho detto a dicembre e nel frattempo la situazione è solo peggiorata». Le parole del ministro sono arrivate nel giorno in cui Il Sole 24 Ore fa i conti in tasca allo Stato mettendo in dubbio l’esistenza del Tesoretto proprio mentre il calo delle tasse sul lavoro scalda la campagna elettorale. «Una priorità», secondo i sindacati e il sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi che propone, dopo i conti della trimestrale, di dare un «anticipo della riduzione»: darebbe un aiuto alle famiglie e una spinta ai consumi per contrastare anche il rallentamento dell’economia. Ma per ridurre le tasse si deve partire dai conti sui quali, invece che l’arrivo di un nuovo tesoretto rappresentato dalle maggiori entrate, potrebbero profilarsi «extraspese» non previste per 7 miliardi, denuncia il quotidiano economico diretto da De Bortolo, che ipotizza nel 2008 un’espansione non preventivata della spesa per almeno 7 miliardi, che porterebbe il deficit dal 2,2% previsto ad oltre il 2,6%.

dal Corriere

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