Niente sesso, siamo online

21 settembre, 2007

Drammatiche news dalla rete…
“Roma – Demotivati, annoiati, agitati: se privati di una connessione
alla Rete sono molti gli americani che precipitano in un catalettico
senso di isolamento di cui risente tutto, anche la vita sociale,
persino quella affettiva e sessuale. Ad aggiungersi al coro dei cantori della dipendenza da Internet, un’indagine dell’agenzia pubblicitaria JWT.

Fra i 1011 netizen adulti americani, il campione intervistato online nei giorni scorsi, quanti resistono senza Internet? Il 15 per cento, riporta Reuters,
non può rinunciare alla Rete per più di un giorno, il 21 per cento
ritiene di poter tollerare di restare offline per un paio di giorni, il
19 per cento non presenta sintomi prima di qualche giorno di astinenza.
Una smania che non risparmia nessuna delle fasce d’età prese in
considerazione, che affligge il 59 per cento degli uomini, contro il 50
per cento delle donne. Solo un quinto degli intervistati ritiene di poter sopravvivere, se disconnesso per più di una settimana.

“Si
sentono ansiosi, isolati ed annoiati nel momento in cui si trovano
forzatamente offline – ha spiegato Ann Mack, a capo della divisione JWT
che ha elaborato il sondaggio – si sentono disconnessi dal mondo, dagli
amici e dalla famiglia”. È infatti stato rilevato, riporta in maniera dettagliata knoxnews.com,
come il social networking sia una delle attività predilette dagli
intervistati, una preferenza che dimostra come si tenda
progressivamente a travasare la socialità dentro la Rete.

L’abitudine
alla Rete non si limita infatti ad erodere la percentuale di tempo
dedicata agli altri consumi mediali, come tv e stampa: il 28 per cento
degli intervistati ha ammesso che le tecnologie rubano tempo da dedicare alle relazioni,
agli amici, alla famiglia. Il 20 per cento, pur di non rinunciare a
smanettare online, finisce addirittura per trascurare il sesso.

Del
resto, circa il 60 per cento degli intervistati ha concordato che “le
tecnologie digitali sono una componente essenziale del loro stile di
vita”, un’affermazione che rappresenta soprattutto i più giovani del
panel, ma che anche il 49 per cento dei più anziani ha dichiarato di
condividere.

La differenza fra i netizen giovani e
attempati, mostrano i dati JWT, non emerge in termini di tempo
trascorso online o in termini di affezione nei confronti della Rete: lo
spartiacque fra le diverse fasce d’età si gioca piuttosto sul fronte
della modalità con cui ci si connette. “La mobilità è
la nuova frontiera”, ha dichiarato una rappresentante JWT: se gli
americani più anziani si dimostrano abitudinari, prediligendo una
postazione di accesso a Internet stabile e familiare, i giovani propendono per una connettività ubiqua, e considerano telefonini e smartphone una naturale estensione del proprio corpo.

Quello presentato da JWT non è l’ennesimo studio volto ad indagare sintomi e conseguenze della dipendenza da Internet e dalla tecnologia. Nessuna condanna neoluddista, nessun accenno al tecnostress, nessun invito ad annoverare la tendenza all’abuso della Rete fra le malattie ufficiali, da curare con terapie d’urto. JWT opera sul mercato pubblicitario e intende cavalcare il trend a favore dei suoi clienti, che, prevede il Jack Myers Media Business Report, confermando quanto annunciato nei mesi scorsi da Forrester Research, investiranno sempre più nell’advertising online e a mezzo telefonia mobile.”
Gaia Bottà su Punto Informatico

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Il mio atto d’accusa al sistema Coop, cifre alla mano

20 settembre, 2007

dalla lettera al Sole24Ore di Bernardo Caprotti (presidente di Esselunga)

“Caro direttore,
lo confesso. Sono imbarazzato, anzi, intimidito. Non
sono un uomo pubblico e non ricordo di aver mai scritto su un giornale.
Però la gentilezza con la quale me lo si è richiesto, mi ha indotto a
cimentarmi. Buona occasione – oltre che per ringraziare pubblicamente –
per pubblicamente rispondere all’ultima insolenza del presidente di
Ancc, Associazione nazionale cooperative consumatori, Aldo Soldi, che
ha appena dichiarato a un giornale che la questione Esselunga
appartiene al folklore. Come se noi di Esselunga ogni mattina ci
alzassimo, per poi passare la giornata a ballare la tarantella, o ci
unissimo alla sagra delle “colombe della pace”, tema per tanti anni
carissimo alle feste dell’Unità di tutta Italia. Vediamo allora, cifre
alla mano, il nostro e l’altrui folklore del 2006. Osserviamo cioè i
dati di bilancio delle cinque grandi cooperative (Unicoop Firenze, Coop
Adriatica, Coop Estense, Unicoop Tirreno, Coop Liguria) di cui
trattiamo nel volume «Falce e Carrello» che sarà presentato domani alla
stampa.
I dati, aggregati, li raffrontiamo ai dati 2006 di Esselunga (si veda la tabella).
È facile constatare che noi abbiamo prodotto, con 132 negozi e la metà
degli addetti, un risultato del 47% superiore a quello della Coop (del
367% superiore se escludiamo il frutto finanziario dell’anomalo
“prestito sociale”) e abbiamo “contribuito” con le nostre imposte per
più del doppio di tutti questi messi assieme.
Qualità, livello di
servizio ed eleganza a parte – tutti fattori opinabili – a quale
livello di prezzo si verifica quanto sopra? Di prezzo per il
consumatore, voglio dire. È vero almeno che costoro sono dei
benefattori?
Oltre a quanto già affermato lo scorso anno a mezzo
stampa e in parte riportato nel volume cui ho accennato, presento qui
due casi proprio recenti, attuali.
Nell’imminenza dell’evento,
abbiamo verificato cosa fa Coop Estense, la cooperativa modenese
presieduta da Mario Zucchelli, a Ferrara, splendida e ricca città ove
questa Coop è dominante a tal punto da avervi escluso persino
l’ipermercato della sorella Conad (Conad è anch’essa parte di Legacoop).
Abbiamo
raffrontato Ipercoop di Ferrara con Ipercoop Grand’Emilia di Modena e
poi con la piccola Esselunga di via Morane a Modena e con l’Esselunga
di via Ripamonti a Milano. Lo abbiamo fatto attraverso una nota società
specializzata in rilevamento prezzi su circa 3.100 prodotti uguali e
quindi direttamente confrontabili.
Gli indici di prezzo risultanti
mostrano Esselunga di Modena a 100, Esselunga di via Ripamonti a Milano
a 101, Ipercoop di Modena a 102 e Ipercoop Ferrara a 110. Abbiamo poi
fatto, noi, fisicamente 4 grosse spese di 150 articoli, acquistando gli
stessi prodotti nei 4 punti vendita citati (si tratta degli articoli
più comuni e centrali degli assortimenti, da Barilla a Nestlè, da
Lavazza a Coca-Cola). Ne esce che soci e consumatori di Ferrara (da
Ipercoop Il Castello di Ferrara, Coop Estense) pagano il 10% in più dei
modenesi che fanno la spesa a Grand’Emilia di Modena, medesima
cooperativa.[…]”
continua a leggere l’articolo->

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fantastico…

20 settembre, 2007


…politically (in)correct…!

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Torna la ‘Topolino’?

30 agosto, 2007

 

UN ALTRO MITO CHE RISORGE? Dopo aver fatto rinascere la 500, la Fiat potrebbe rifare la Topolino (nella foto un modello del 1938), un'altra

 

UN ALTRO MITO CHE RISORGE? Dopo aver fatto rinascere la 500, la Fiat potrebbe rifare la Topolino (nella foto un modello del 1938), un’altra “micromacchina” che risponda alle esigenze di mobilità di base nelle città. Lo afferma il numero di settembre di Quattroruote, per il quale la nuova citycar potrebbe ospitare fino a quattro persone in meno di tre metri. Il mensile aggiunge che il progetto della piccola Fiat si preannuncia rivoluzionario, con trazione e motore posteriori rispetto alla tecnica impiegata comunemente di trazione e motore anteriori. Il propulsore dietro, aggiunge il giornale, è un vantaggio per la sicurezza poiché si elimina il rischio di intrusione nell’abitacolo in caso di incidente e perchè si tutela maggiormente l’incolumità dei pedoni. La Topolino, il cui vero nome commerciale è tutto da decidere, precisa Quattroruote, sarà un inedito bicilindrico a benzina di 900 cm3 turbo capace di viluppare tra 90 e 110 cv. Sarà innovativo anche lo schermo interno con i due posti supplementari posteriori rialzati, sopra il motore, per guadagnare spazio longitudinalmente. La citycar dovrebbe essere pronta per affrontare l’esame del mercato prima del 2009, conclude il mensile, sempre che la Fiat dia il via libera definitivo al progetto sviluppato in tutta segretezza a Torino.

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Ferrari, la Fia fa ricorso in appello

31 luglio, 2007

Il presidente della Federazione automobilistica
internazionale (FIA) Max Mosley ha annunciato che farà ricorso alla
Corte d’appello della federazione per quanto riguarda il caso di
spionaggio che ha visto coinvolte le scuderie di Formula 1 Ferrari e
McLaren, dopo la decisione del Consiglio Mondiale di assolvere la
squadra inglese.

«DECISIONE POLITICA»
– Il presidente della Fia Max Mosley, in una lettera pubblicata sul
sito della Federazione Internazionale dell’Automobilismo in risposta a
una missiva del presidente dell’Aci-Csai Luigi Macaluso, ha annunciato
di avere deciso di mandare in appello il caso del presunto spionaggio
della McLaren ai danni della Ferrari. Una decisione «politica» dovuta,
ha spiegato Mosley, alla serietà della vicenda e al fatto che alla
Ferrari era preclusa dal regolamento la possibilità di fare ricorso.
dal Corriere

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Una tranquilla mattinata di delirio FS

20 luglio, 2007

Dal box delle notizie del sito viaggiatreno, questa mattina:

20/07/2007 11:44Il treno 753 da Lamezia (09:40) a Reggio Calabria C.le (13:15) viaggia con un ritardo di minuti 48 per guasto al treno.
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20/07/2007 11:40Il treno 506 da Pisa C.le (0:02) a Torino P.N. (12:55) viaggia con un ritardo di minuti 33 per inconveniente tecnico.
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20/07/2007 10:36Il treno 9429 da Milano C.le (08:00) a Napoli C.le (14:12) viaggia con un ritardo di minuti 35 per inconveniente tecnico.
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20/07/2007 10:32Il treno 9307 da Torino P.N. (06:30) a Roma T.ni (12:20) viaggia con un ritardo di minuti 40 per guasto al treno.
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a che ora arriverò a casa questa sera?!
..si accettano scommesse.. 😦

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Cadaver Calculator

12 luglio, 2007

In giro si trova di tutto….!
Cmq, per chi volesse accopparmi.. non farebbe ancora un grande affare… 😀

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